Dopo un inizio di campionato, tecnicamente parlando alquanto disastroso, per le note vicende dirigenziali che portarono alle dimissioni della vecchia presidenza, creando una crisi talmente profonda da giungere quasi alla cancellazione della secolare società dall’attività agonistica, che avrebbe dato un brutto colpo anche all’immagine istituzionale e amministrativa, dobbiamo però sottolineare alcuni aspetti positivi. Ad onor del vero, ci sono alcuni paesi mugellani dove le società sono fallite (vedi Barberino o Vicchio), riprendendo poi l’attività sportiva sotto altra denominazione; ma sarebbe stata tutt’altra cosa nel caso della Fortis Juventus, unitamente al Club Ciclo Appenninico, due entità storiche ormai scolpite nel tempo e nello spazio di Borgo San Lorenzo in particolare e del Mugello in generale.
Scritto questo, dobbiamo dare atto al giovane presidente Cosimo Santini, all’amico Luciano Sgai e ai nuovi dirigenti di aver ripreso, con tanto coraggio, le redini della società per i capelli, come fece l’eroico Geom. Giovanni Cipriani nel 1971 (sembra la fotocopia di quell’epoca), affinché i leggendari colori biancoverdi potessero calcare nuovamente i campi della Toscana e dell’Italia, come fece nel 1996 la Fortis Juventus 1909 quando a Locri si laureò Campione d’Italia.
Con il vecchio Stadio Comunale “Romanelli” completamente squassato per i lavori di rifacimento delle tribune, dei muri perimetrali, dei servizi igienici e degli ambienti di bar e ristorazione, la squadra viene ospitata in alcuni campi sportivi come Scarperia, Ronta e altri. Questo fatto, cioè giocare fuori dalle mura di casa, è un handicap non di poco conto, anche per ragioni finanziarie.
Qui subentra la passione e l’amore per la maglia, con dirigenti e parte tecnica uniti come non mai, supportati con tanto entusiasmo ed altrettanta passione da un nutrito gruppo di giovani tifosi, che, se qualche volta fanno un po’ di casino, sono sempre lì a incitare per novanta minuti la squadra biancoverde in qualsiasi campo essa giochi. E questa è una cosa positiva, un vero valore aggiunto.
Che dire ancora? Speriamo nella salvezza (gli ultimi risultati, con tre vittorie consecutive, sono un buon segno), ma l’importante, categoria superiore o inferiore, è che la Fortis Juventus 1909 continui il suo lungo e luminoso cammino sportivo e sociale, ritornando un giorno nella sua naturale casa: il “Romanelli”.

Il tifo dei supporter biancoverdi
A sinistra il presidente Cosimo Santini, Giampaolo Giannoni e Luciano Sgai.











