Venerdì 22 dicembre il verdetto della Cassazione (a Roma) potrebbe chiudere o riaprire il processo principale sul Forteto. Il processo nasce dalle indagini che portarono, il 20 dicembre 2011, all’ arresto di Rodolfo Fiesoli con l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti (poi rilasciato). Con il successivo rinvio a giudizio di Fiesoli e altri 22 membri della comunità (accusati di maltrattamenti) richiesto e ottenuto dalla procura di Firenze. Il 17 giugno 2015 il Tribunale, nel primo grado di giudizio, ha condannato 16 imputati, tra i quali Fiesoli (17 anni e 6 mesi) e Luigi Goffregi, considerato l’ideologo del Forteto (8 anni). Il 15 luglio 2016 la Corte d’Appello, nel secondo grado di giudizio, ha rivisto a ribasso alcune condanne senza però compromettere l’ impianto accusatorio. Per intervenuta prescrizione o per assoluzione nel merito, dei 16 condannati in primo grado sono state confermate 10 condanne. Per Fiesoli 15 anni e 10 mesi. Per Goffredi 6 anni. Tra le assoluzioni anche l’ ex presidente della cooperativa Stefano Pezzati (in parte prescritto). Il verdetto della Cassazione doveva in realtà arrivare il 20 ottobre. Con due rinvii, però, la data è stata fissata appena prima di Natale. E dopo due commissioni regionali d’inchiesta che hanno denunciato il sistema Forteto, a distanza di 6 anni dall’inizio delle indagini, il caso sarà ancora al centro dell’attenzione del Mugello.
Forteto. Venerdì il verdetto della Cassazione












