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Forteto. Rispunta la relazione perduta, le testimonianze del 1985…

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Già allora si parlava di atti di libidine nella comunità, le testimonianze. Processo Forteto, rispunta il fascicolo dimenticato; o meglio che si era perso nei corridoi e negli archivi del tribunale. Un fascicolo che riguarda la condanna ricevuta da Fiesoli nel 1985; e che, misteriosamente, non si trovava più. Era rimasta la sentenza, certo, ma non le carte del procedimento.

Fino a che in questi giorni, come riporta il quotidiano La Nazione di oggi (domenica 20 ottobre), “magicamente, una mano anonima ha recapitato a uno degli attori del nuovo processo in corso al Profeta e ai suoi fedelissimi una grande busta gialla. Dentro c’era il fascicolo, o almeno una parte di esso”.

Ne emerge che tra gli inquirenti di allora c’era anche Gabriele Chelazzi (il magistrato che, tra l’altro, parlò prima di tutti della trattativa stato – mafie, di cui tanto si parla oggi). E proprio Chelazzi  aveva scoperto e raccontato quello che, già allora, sarebbe accaduto al Forteto.

Negli atti ritrovati, infatti, sono riportate molte testimonianze che (già allora) parlavano di disabili sbeffeggiati, atti osceni ed esibizione reciproca dei genitali per, si diceva, contribuire e sbloccare i traumi pregressi. Con tanto, riportano sempre le testimonianze di allora e l’articolo della Nazione di oggi, di inviti a maltrattare e picchiare i genitori per rimuovere i ‘blocchi’.

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