Dopo le rivelazioni di Emanuele Bimonte nell’articolo del Corriere Fiorentino (5 febbraio), la procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per subornazione di testimone sui due genitori affidatari che fecero pressione sul ragazzo affinché mentisse in Tribunale (nel marzo del 2015) per proteggere Rodolfo Fiesoli e gli altri imputati. Dando una «versione edulcorata» della comunità mugellana. «Ho nascosto ai giudici l’inferno vissuto per 20 anni», ha rivelato Bimonte (qui articolo). Si apre dunque un ulteriore filone di indagini sul Forteto: altri potrebbero essere stati minacciati? Il suo può essere stato l’unico caso? Intanto, Emanuele – oggi uscito, e con una nuova vita – ha ammesso: «Non ho più nulla da perdere. Correrò il rischio di finire sotto inchiesta per aver detto il falso, ma devo farlo per la mia bambina. Non voglio che viva in un clima di menzogne e vessazioni come me».
Forteto, nuova inchiesta in procura












