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Forteto le motivazioni della sentenza

Forteto. La Regione dimentica le vittime? Interrogazione di Donzelli

Una sentenza di 984 pagine dove i giudici hanno motivato la condanna a Rodolfo Fiesoli e delle altre persone coinvolte per i maltrattamenti e le violenze inflitte alle vittime. Un sentenza forte che evidenzia un dato “obiettivo” in cui viene evidenziato che il sistema pubblico, i giudici dei tribunali dei minori e politici, “ha mantenuto costantemente aperta una linea di credito illimitata verso Il Forteto“, nonostante gli arresti, prima nel 1978 e poi nel 2012, dei vertici della cooperativa. E’ scritto nelle sentenza sugli abusi che sarebbero stati compiuti al ‘Il Forteto’, in Mugello, che viene definita “un’esperienza drammatica, per molti aspetti criminale” e “caratterizzata da regole assurde, crudeli“. Diciassette anni e mezzo di carcere. È questa la pena inflitta in primo grado dal tribunale di Firenze a Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità “Il Forteto”. Un luogo che, sulla carta, avrebbe dovuto occuparsi del recupero e dell’assistenza di minori in difficoltà, ma che in realtà era una sorta di comunità dove avvenivano abusi di ogni tipo. Stefano Mugnai, ex presidente della Commissione d’inchiesta sugli affidi in Toscana: ‘Ora si indaghi sulle responsabilità politiche e istituzionali’

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