Cronaca della serata e una lettera di Libero Mugello. Fiaccolata sotto la pioggia ieri sera (sabato 25 maggio) a Vicchio, per manifestare solidarietà alle vittime del Forteto. Una manifestazione organizzata dal comitato ‘Adesso Basta. Fermiamo il Sistema Forteto’, alla quale ha preso parte anche il vice presidente della Commissione Regionale d’Inchiesta sulla vicenda, il Pd Paolo Bambagioni.
Presenti i rappresentanti di tante forze politiche locali, tutte rigorosamente senza bandiere. C’erano, ad esempio, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle Mugello; ma anche quelli di Rifondazione Comunista o Fratelli d’Italia, fino a Casa Pound. Il locale Pd, invece, aveva fatto sapere che non sarebbe stato presente con una nota in cui manifestava solidarietà alle vittime ma allo stesso tempo chiedeva di evitare strumentalizzazioni.
E in attesa della partenza della fiaccolata i partecipanti si erano radunati sotto i portici di Piazza della Vittoria. Cittadini insieme ad alcune delle vittime di questa vicenda; con la cena offerta dai commercianti sotto i portici.
E questa mattina (domanica) sulla pagina facebook del comitato (clicca qui) si leggono note di soddisfazione, come quella di Fabrizio Nazio. Note che sottolineano come, nonostante il maltempo, la manifestazione sia stata un segno di sostegno alle vittime e, si legge, “un esempio di come la cittadinanza e la politica in ogni sua sfaccettatura si possono riunire e andare insieme contro un problema comune, farlo bene, in maniera educata, silenziosa ed efficace”.
Sulla vicenda Forteto riceviamo e pubblichiamo anche la seguente nota da Piera Ballabio, capogruppo della lista civica Libero Mugello (Borgo San Lorenzo):
APRIRE GLI OCCHI E’ UN DOVERE MORALE E CIVILE
Il Mugello è terra bellissima e complessa, con una società civile ricca di esperienze ma che non è stata capace di vedere ciò che accadeva sotto i propri occhi. E cioè la vicenda grave e dolorosa del Forteto.
Una vicenda che riguarda persone che hanno vissuto in mezzo a noi e con noi. Persone che hanno fatto abusi e che sono state abusate. Anche chi non aveva incarichi di controllo oggi si sente almeno in parte responsabile per non aver capito e non aver agito. Per aver permesso, per anni, una simile situazione di degrado e di sofferenza nel “civile” Mugello.
Forse perchè, come spesso accade, molti di noi pensano che l’abuso sessuale – ma non solo – sia un fenomeno raro e proprio per questo abbiamo più difficoltà a riconoscerlo. La cruda realtà ci è stata “sbattuta in faccia” dall’intervento da parte della magistratura, dai risultati dell’inchiesta aperta in Regione e soprattutto dalla televisione (dai servizi delle Iene a opinabili interviste nella tv di intrattenimento).
Oggi dobbiamo essere vicini a tutti coloro che hanno subito nella comunità del Forteto abusi, molestie e vessazioni di ogni genere: sappiamo quanto sia penoso, difficile e complicato per una vittima denunciare un abuso soprattutto subito in un contesto che avrebbe dovuto essere protettivo..
E diventa un obbligo morale e sociale “ripulire” quella comunità da tutti i soggetti che hanno partecipato o anche taciuto sulle violenze individuando le soluzioni per la trasformazione del Forteto da comunità in azienda disperdendo così quella modalità di conduzione che ha di fatto permesso il compiersi degli abusi. Aspettando che la magistratura ci indichi tutti i colpevoli di questa terribile vicenda.
Dobbiamo aprire gli occhi: non solo noi ma anche chi ci rappresenta nel Mugello e in Toscana. Perchè la politica, ma anche il Tribunale dei Minori e il mondo delle associazioni evitino nel futuro di coltivare reti di relazioni che priviegino convenienze di vario genere piuttosto che la tutela dei più deboli.
Piera Ballabio












