Dicomano Vicchio

Il dramma del Forteto torna a far discutere: l’analisi di Borgonovo e la battaglia per i risarcimenti

Mentre il quotidiano La Verità punta il dito sulle responsabilità delle toghe, da Dicomano parte una petizione per tutelare i contribuenti

Forteto. La difesa fa 'ostruzionismo', e il legale lascia....

La redazione di OK!Mugello torna a occuparsi di una delle ferite più profonde e dolorose del nostro territorio: la vicenda del Forteto. Negli ultimi giorni, il dibattito si è riacceso con forza grazie a un duro intervento di Francesco Borgonovo sulle pagine del quotidiano La Verità e a una nuova iniziativa politica che parte direttamente dal Consiglio Comunale di Dicomano, mirata a fare giustizia non solo sul piano morale ma anche su quello economico.

Nell’articolo pubblicato su La Verità, Francesco Borgonovo ripercorre con precisione chirurgica le tappe di quello che definisce uno dei casi più abominevoli della storia italiana. Il giornalista sottolinea come la comunità fondata da Rodolfo Fiesoli non fosse solo un esperimento sociale, ma un vero e proprio sistema di potere che per decenni ha goduto di una protezione quasi inspiegabile da parte di alcuni settori della magistratura e della politica. Borgonovo evidenzia come, nonostante le prime condanne risalgano agli anni Ottanta, il tribunale dei minori di Firenze abbia continuato per lungo tempo a inviare bambini in quella che i giudici hanno poi definito una setta caratterizzata da regole maltrattanti, crudeli e incomprensibili. Il testo mette in luce il paradosso di un sistema in cui le vittime, dopo aver subito abusi intollerabili, si trovano oggi a dover lottare ancora per ottenere risarcimenti che rischiano di ricadere sulle casse pubbliche anziché sul patrimonio dei responsabili.

Proprio sul fronte dei risarcimenti si innesta l’attualità locale. Da pochi giorni è stata infatti lanciata una petizione ufficiale da parte di Saverio Zeni, consigliere comunale di Dicomano, che ha deciso di dare voce a un’istanza molto sentita dalla cittadinanza. La raccolta firme punta a impegnare le istituzioni affinché il peso economico dei risarcimenti dovuti alle vittime non gravi sulle tasche dei contribuenti dei comuni coinvolti, come Vicchio o lo stesso Stato italiano, ma sia interamente a carico dei diretti colpevoli e di chi, con la propria negligenza o complicità, ha permesso che tale sistema prosperasse per oltre trent’anni.

Secondo la visione espressa da Zeni, è inaccettabile che la comunità debba pagare due volte: la prima volta per il danno sociale e umano subito dal territorio e la seconda volta per le indennità economiche che dovrebbero essere garantite esclusivamente attraverso i beni dei condannati. Questa iniziativa si sposa perfettamente con l’analisi di Borgonovo, che denuncia come magistrati, assistenti sociali e politici che all’epoca legittimarono il Forteto non abbiano mai pagato un prezzo professionale o giudiziario adeguato. La battaglia per la verità prosegue dunque su due binari paralleli: quello della memoria storica e quello della responsabilità civile, affinché il Mugello possa finalmente chiudere questo capitolo senza subire ulteriori ingiustizie economiche.

Forteto articolo verita

Articolo “La Verità” Di Francesco Borgonovo

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