Alla vigila della trasferta londinese, Sinisa Mihajlovic racconta i primi venti in giorni del ritiro estivo della sua Fiorentina. Piglio da duro, come quando giocava, non si sottrae alle domande, con la sua consueta personalità. Il primo pensiero è per chi, doveva essere il faro della squadra e adesso invece, dovrà guardare i compagni.
“Jovetic è Jovetic. Un giocatore e un ragazzo straordinario, che tornerà più forte di prima. La cosa ci rende tristi, ma non dobbiamo piangerci addosso. In squadra ci sono giocatori, che possono dare il valore aggiunto al nostro cammino. Uno su tutti, Ljajic. Mi aveva già impressionato ancor prima dell’infortunio di Jovetic e credo che sarà lui il sostituto naturale del Montenegrino. Ho tanta fiducia su di lui e adesso, attendo delle risposte. Nel ruolo di seconda punta, credo che Ljajic sia il giocatore con il miglior movimento, anche se non ha la forza fisica di Jovetic. Infatti stiamo facendo lavorare il giocatore, sotto questo aspetto, con un programma di potenziamento. Discorso simile su Adrian Mutu, che ho sempre considerato incedibile. Anzi io sono stato chiaro con la società fin dal primo momento. Mutu, non si tocca e aspetteremo la fine della squalifica, per ritrovare un altro giocatore di grande spessore. Se poi la società riesce ad ottenere una deroga, per farli giocare almeno le amichevoli, meglio ancora. Credo che al suo rientro troveremo un giocatore, assai motivato”.
Una doppia incoronazione, da parte del tecnico serbo, che sembra chiudere le porte del mercato.
“Io penso solamente ad allenare. Non ho mai chiesto niente alla società, quindi non so se esistono trattative al momento. Ci sono persone delegate a farlo e il mio compito è quello di far giocare bene la squadra, raggiungendo le vittorie”.
Dai singoli al modulo della squadra, Mihajlovic, conferma il collaudato 4-2-3-1.
“Non si tocca per adesso. Credo sia la situazione migliore, per i giocatori che abbiamo. Ci permetterà di attaccare con un numero discreto di giocatori, creando così più soluzioni sotto rete. Il 4-3-3, a mio avviso non è attuabile, con i mediani che abbiamo. Sono tutti centrocampisti centrali, che non si trovano bene a giocare sulla destra o sulla sinistra, abbandonando la loro vocazione centrale. Poi all’occorrenza potrebbe tornare utile, ma per ora mi tengo stretto il 4-2-3-1.”
Non a caso lo schema ripetuto in mattinata e scelto per il match contro il Tottenham.
“Giocheremo con Frey in porta, Comotto Natali Felipe e Pasqual in difesa, Zanetti e Donadel mediani, Papa Waigo, Ljajic e Marchionni, alle spalle di Gilardino. Cercherò di far giocare più giocatori possibili, considerando che posso sfruttare otto cambi. Certo per noi si tratta del primo vero test, contro una grande squadra, che opterà per la formazione titolare e con venti giorni in più di preparazione nelle gambe, visto che fra otto giorni, scatta la Premier League. Non mi interessa principalmente il risultato, anche se poi giochiamo per vincere. Dalla squadra mi attendo risposte importanti, soprattutto in fase difensiva. Siamo una squadra importante per quello che concerne l’attacco, ma se vogliamo compiere il salto di qualità, dobbiamo essere disposti tutti al sacrificio in fase difensiva, trovando il giusto equilibrio. Non saranno della partita, oltre a Jovetic, Santana e Vargas, anche gli acciaccati Boruc, Babacar e Gamberini, fermato da un problema all’adduttore. Ma come detto il mio obiettivo è far girare i giocatori. Non tutti hanno ancora i novanta minuti nelle gambe”.
Matteo Felli












