Nuova vittima della crisi economica. E’ successo a Fiesole nei giorni scorsi; quando un piccolo imprenditore edile si è suicidato perché oppresso dalla mancanza di lavoro. Lo riporta oggi (domenica 19 gennaio) la versione online del quotidiano La Nazione.
La vittima, 54 anni, aveva dovuto chiudere la propria ditta e mettere all’asta giudiziaria i terreni di famiglia, tra Montebeni e Settignano. Secondo la ricostruzione, l’uomo si trovava da solo nella casa colonica quando ha imbracciato il fucile.
I particolari sono drammatici. Prima di premere il grilletto avrebbe effettuato una lunga telefonata al 113; spiegando che aveva l’intenzione di suicidarsi. E’ scattata quindi una corsa contro il tempo; ma gli operatori e la polizia non sono riusciti ad arrivare in tempo per salvarlo.
La moglie e la figlia piccola (solo sei anni) in quel momento erano fuori; e proprio a loro sarebbe stato rivolto uno dei tre biglietti fatti ritrovare dall’uomo. Negli altri due un toccante ringraziamento all’operatore del 113 (ultima persona con cui ha parlato) e una serie di accuse nei confronti di chi lo avrebbe ridotto nella condizione di dichiarare fallimento.
Una morte che dovrebbe far riflettere tutti. Una nuova vittima della crisi economica.












