Una gran bella festa popolare ha avuto luogo domenica scorsa 25 giugno 2017 nel firenzuolino e più precisamente a San Piero a Santerno, “piccola chiesa parrocchiale che conta 250 anime nella valle del Santerno sopra l’estreme falde meridionali del Monte Coloreto a cavallo del fiume medesimo distante dalla Propositura di Firenzuola circa 1 miglio. L’attuale parroco è il sacerdote Don Pietro Vivoli investito il 13 agosto 1843. Questa chiesa sussiste fin dall’anno 1396 con il Patronato di Sua Altezza Reale per le ragioni del popolo”. Così si legge nel libro sulle Chiese dell’Arcidiocesi di Firenze scritto nel 1847 dal sacerdote don Luigi Santoni, archivista della Curia Arcivescovile di Firenze, e dopo queste righe storiche, eccoci alla cerimonia come sopra scritto, all’interno della chiesetta. Anni indietro dopo un forte temporale, un fulmine si abbatté sul campanile della chiesa causando gravi danni alla cella campanaria, alla parte muraria e all’impianto elettrico mettendo in pericolo tutta la stabilità della torre campanaria. Nel 2013 durante una visita pastorale del Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, il prelato lanciò un appello alla popolazione per cercare di recuperare campanile e campane. Gli alpini del gruppo locale si misero subito al lavoro (grandi e generosi come sempre e maledetto il giorno che è stata tolta la leva militare), furono raccolte tante offerte, vennero poi i contributi di qualche ente locale e dopo due anni di lavori, finalmente la Chiesa di San Piero, ha ritrovato il suo campanile e le sue quattro campane; e non poteva che esser festa. Santa Messa solenne officiata dal Preposto don Carlo Giorgi, presente il Coro Alpino del Mugello diretto da Paolo Martelli ed accompagnamento all’organo del Maestro Marilisa Cantini, presenti tantissime persone che la chiesetta non conteneva, e fra questi anche il sindaco di Firenzuola Claudio Scarpelli, ed altre autorità e come scritto tanta gente, il “mitico” popolo che ancora ha nel cuore, la sua storia cristiana e le sue tradizioni che hanno accompagnato questa gente per tanti secoli. La festa è terminata con un festoso e gustoso convivio nella sede degli Alpini. Bravi e complimenti a tutti; quella piccola chiesetta, che sussiste fin dal 1396 vive ancora.














