‘Sopravvivere’ alle Feste. Siamo ad un passo dall’appuntamento fatidico. Molti di noi, in molte occasioni, si potrebbero rivedere in quanto (molto acutamente) scrive lo psicologo e nostro collaboratore Loris Pinzani:
Si tratta di una ricorrenza che, come dice il nome, torna a scadenza regolare. È questa la sua caratteristica principale: ripresentarsi ad intervalli di tempo prefissati. Accade così che il tempo che passa tra un periodo e l’altro sia reso evidente da quello che potremmo definire il “”risultato”” di vita ottenuto tra un anno e quello successivo. Senza che ci se ne renda conto tutto questo viene percepito dalla mostra mente come il responso di un esame, ovvero una resa dei conti in cui si tirano le somme di quello che è accaduto in un lasso di tempo ben preciso e prevedibile. Nel caso del Natale questo responso e forse ancor più intenso ed atteso che in altri momenti della vita, dal momento che tradizionalmente in questi giorni si ritrovano le famiglie e proprio in questa fase avviene il confronto con i periodi precedenti legati alla stessa ricorrenza. Questo confronto diventa la prova di un tempo che scorre e che rappresenta in un certo senso un esame, in cui si espone risultato ottenuto ed inevitabilmente si accetta un confronto con quello altrui in una occasione in cui ognuno fatalmente si paragona agli altri. Accade in questo modo che le feste diventino una scadenza in cui si valuta il risultato della propria condizione. Ora, quando avviene una resa dei conti, la mente umana è sempre sconfitta, nel senso che si tratta di tollerare le debolezze che ognuno confessa malvolentieri a sé stesso ed i esse vivono i ricordi e le nostalgie del passato che non può tornare. Per questo l’uomo si sente sconfitto rispetto ad un passato che non ha compreso. Molto spesso proprio durante le feste ravvisiamo dentro noi quello di cui non siamo soddisfatti della nostra vicenda di vita e questo solidifica una condizione mentale che potremmo definire vera e propria depressione. Acviene in questo modo che le feste di Natale e di fine anno diventino la scadenza di cui si parlava, in cui ci si rende consapevoli di quello che effettivamente è avvenuto e qualunque sia il risultato certamente ognuno è assai poco indulgente verso sè. Al di là di quello che racconta al mondo ognuno si attribuisce cose che si nasconde ma che affiorano nelle ricorrenze classiche, tra cui quella dei prossimi giorni. Tutto questo fa in modo che ognuno sia portato a presentarsi al resto del mondo in modo fin troppo positivo al contrario di quanto immagina nel segreto dei propri pensieri. In questa occasione si realizzano giudizi che si ripetono da un anno all’altro, di cui conserviamo la memoria dei precedenti e temiamo i successivi. In pratica si tratta di un confronto ripetitivo e costante. Certamente faticoso. Buone feste












