È tornata pienamente operativa la linea ferroviaria Faentina, con la ripresa della circolazione sull’intero tracciato da Firenze a Faenza, compresa la tratta Marradi–Crespino del Lamone rimasta interrotta a seguito dei gravi eventi calamitosi che hanno colpito il territorio negli ultimi anni. Dopo due anni e mezzo segnati da quattro emergenze – l’alluvione del maggio 2023, il terremoto del settembre 2023, l’alluvione del novembre 2023 e un ulteriore evento alluvionale nel marzo 2025 – un treno ha nuovamente percorso l’intera linea, segnando un passaggio significativo per la mobilità e la coesione territoriale.
Il convoglio inaugurale è partito alle 9.40 dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella con a bordo, oltre ai primi pendolari, una delegazione istituzionale guidata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dall’assessore regionale a infrastrutture e trasporti Filippo Boni. Presenti anche il sindaco di Marradi Tommaso Triberti, il consigliere regionale Francesco Casini e i vertici regionali di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. A Borgo San Lorenzo si sono aggiunti i sindaci di Borgo San Lorenzo e Vicchio, a conferma del coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali.
La delegazione toscana ha raggiunto Marradi, dove è avvenuto l’incontro con il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale e con l’assessora regionale ai trasporti Irene Priolo, sottolineando il valore interregionale della linea Faentina. Nel corso della giornata è stato evidenziato come gli interventi realizzati, per un investimento complessivo superiore ai 37 milioni di euro, dimostrino il carattere strategico di una infrastruttura considerata essenziale per collegare aree interne, sostenere il pendolarismo e favorire lo sviluppo turistico.
La ripresa del servizio consente il ritorno all’orario precedente agli eventi calamitosi, con la circolazione di 17 treni nei giorni feriali. Le istituzioni hanno ribadito l’impegno a proseguire il confronto con amministratori locali e pendolari, anche alla luce della fragilità del territorio e dei sistemi di sicurezza attivati per la gestione del rischio idrogeologico. La riapertura della Faentina rappresenta così non solo il ripristino di un collegamento ferroviario, ma anche un segnale di attenzione verso comunità che da tempo chiedevano continuità, affidabilità e dignità nei servizi di trasporto pubblico.












