Duro botta e risposta tra Rifondazione Comunista ed i sindaci del Mugello, accusati dagli esponenti della sinistra di piangere ‘lacrime di coccodrillo’ sulla situazione del trasporto pendolari e della linea Faentina. E intanto nella serata di ieri (giovedì) i pendolari si sono incontrati a Borgo San Lorenzo per decidere, tra le altre cose, il seguito della campagna di segnalazione). Ecco quanto riceviamo e pubblichiamo da Rifondazione (segue la replica di Bettarini):
Comunicato stampa
Le ipocrisie e le lacrime di coccodrillo dei sindaci del Mugello e del Valdarno Fiorentino sulla situazione del pendolarismo ferroviario. Hanno sistematicamente ignorato proteste, disagi e criticità di ogni sorta, coperto le inefficienze di Trenitalia e le responsabilità dell’Assessore Regionale ai trasporti: vittime o carnefici?
Apprendiamo dalla cronaca locale che un drappello di sindaci riscopre la drammatica situazione in cui versa il pendolarismo ferroviario dopo che per anni sono stati sistematicamente ignorate le denunce, le proteste, le prese di posizione dei pendolari contro disagi, criticità, sovraffollamenti e mancanza di sicurezza confort e dignità nei convogli locali e regionali.
Anzi diventano intollerabili le ipocrisie e le lacrime di coccodrillo dei sindaci del Mugello e del Valdarno Fiorentino sui disastri del trasporto ferroviario.
Sui tagli, sulle carenze dei convogli, sui ritardi e le soppressioni delle corse, sui disagi quotidiani di pendolari costretti a viaggiare senza il minimo spazio vitale e con gli ombrelli aperti, sulla violazione del Contratto di Servizio prodotte da Trenitalia in modo indisturbato pesa il silenzio colpevole di quei primi cittadini che non si sono mai fatti carico della tutela dei diritti alla mobilità subendo passivamente le decisione della Regione Toscana e del soggetto gestore.
Sono state decine e decine le interpellanze fatte nei vari organi istituzionali (Rignano sull’Arno, Figline Valdarno, Borgo San Lorenzo, Provincia di Firenze) che hanno chiesto ai primi cittadini di intervenire e rimuovere le inefficienze e la malagestione nel trasporto su ferro fino ad arrivare a richiedere un loro intervento sui treni e convogli tagliati e sulle fasce orarie maggiormente penalizzate.
Non è stato il sindaco di Rignano sull’Arno ad affermare che c’è sempre stato un tavolo tra comuni, provincia di Firenze, Regione Toscana e Trenitalia?
Dunque si abbia per lo meno il pudore di ammettere la sottovalutazione del disastro consumato e si cerchi di rimediare con azioni e atti concreti a favore dei pendolari e del vituperato diritto alla mobilità.
Se palese è l’inerzia e la logica prettamente aziendalistica (risparmi e massivizzazione dei profitti) di Trenitalia è altrettanto evidente l’immobilismo istituzionale dunque ci attendiamo che i sindaci, anche quelli più silenti come il sindaco di Figline Valdarno e più colpevoli come quello di Borgo San Lorenzo, indossino la fascia e rappresentino i bisogni sociali del trasporto pendolare.
La fase non consente più camaleontismi, ambiguità o reticenze, il banco di prova è dato, oltre che dai tagli anche dalla ridefinizione degli orari e dalla conseguente riorganizzazione delle linee prevista per il prossimo dicembre.
Vorremmo chiedere ai sindaci le ragioni per le quali niente ad oggi è dato sapere sugli indirizzi che Regione e Trenitalia intenderanno adottare e quali siano le loro posizioni in merito; vorremmo sapere cosa pensano i sindaci delle sistematiche violazioni al Contratto di Servizio da parte di Trenitalia (sulla decenza del servizio, sul mancato coinvolgimento dei pendolari -sulle scelte fatte e su quelle da fare- e sui mancati rimborsi per gli abbonati Pegaso) e perché ad oggi non siano stati capaci di far sentire la loro voce per la rivendicazione del rispetto degli accordi.
Non possiamo accettare che chi è colpevole di latitanza e di passività si autoassolva e nel caos generale in cui versa il trasporto pendolare, a fronte di un inchiesta giornalistica che ne palesa mediaticamente la drammaticità, cerchi di dipingersi addosso l’immagine della vittima e del paladino di quei pendolari che, fino ad oggi, ha di fatto ignorato.
Firenze, 27 ottobre 2011
Andrea Calò, Lorenzo Verdi (Gruppo Provinciale Rifondazione Comunista)
E quanto, indignato, risponde il sindaco di Borgo San Lorenzo, Giovanni Bettarini:
“Sono sorpreso dal tono e dal linguaggio aggressivo, duro e fuori luogo che Andrea Calò e il mugellano Lorenzo Verdi, consiglieri provinciali di Rifondazione comunista, adoperano nella loro nota.
Non è uno stile che mi appartiene e non intendo partecipare a un confronto come questo, se si può chiamare confronto”. Così replica il sindaco di Borgo San Lorenzo e presidente della Comunità Montana Mugello Giovanni Bettarini alla nota del gruppo di Rifondazione comunista in Consiglio provinciale che attacca i sindaci del Mugello
“Tralascio le polemiche, sto ai fatti: insieme ai sindaci di San Piero a Sieve e Scarperia, Marco Semplici e Federico Ignesti, ho incontrato di recente il comitato pendolari per fare il punto della situazione sul servizio di trasporto ferroviario. Di recente – sottolinea – ho incontrato anche l’assessore regionale ai Trasporti Luca Ceccobao, al quale ho ribadito le priorità del Mugello per la Faentina, a partire dal rispetto degli accordi firmati a livello nazionale che prevedevano un finanziamento di 31 milioni di euro, e poi – aggiunge – treni nuovi e adeguati”.
“La Faentina è una linea strategica per noi Mugello ma anche per la Regione Toscana, lo aveva già affermato e lo ha confermato lo stesso assessore Ceccobao. Da anni – continua Bettarini – gli amministratori lavorano al miglioramento della Faentina, prima con la riapertura e dopo con l’introduzione del Memorario che ha migliorato il servizio con un aumento del numero dei pendolari e il loro apprezzamento per questa linea. Il nostro impegno è continuo, come testimoniano gli incontri con la commissione consiliare di Firenze e l’assessore Ceccobao. Per ottenere risultati in un momento difficile come questo e su un tema delicato come questo, non ci si può scordare i tagli inflitti dal governo al trasporto pubblico, è necessario un lavoro costante, ed è – conclude – quello che stiamo facendo”.












