Da Sara Coppini, riceviamo e pubblichiamo in toto. Una riflessione amara che ci permette a tutti di riflettere, in particolare gli abitanti di San Piero a Sieve. Fa sempre male vedere la Carza così. Non ci si rassegna a questo spettacolo arido, alla sensazione stridente che produce a pelle vederla ridotta ad una strada sterrata. Morta. Polverosa. Eppure parliamo di un corso d’acqua che era stato pescoso, vitale, fonte di prosperità per i paesi nati ai margini del suo letto. Un torrente per il quale da anni(anni e ancora anni)viene promesso un rilancio idrico in grado di mantenere il flusso minimo vitale. Giusto per farvi rinascere un po’ di vita e per dare un aspetto di normalità al paese. Sento un dolore quasi fisico continuando a buttare l’occhio su quei sassi. Riparto triste verso la farmacia, mentre alle narici mi arriva un odore acre, un’aria pesante e puzzolente. Ma dove siamo finiti a San Piero?! In un’orrido racconto di fantascienza?
Fa male vedere la Carza così”, riflessione amara di Sara Coppini inviata alla redazione












