Mugello

Eolico sull’Appennino Tosco-Emiliano. Il GrIG dice no alla “speculazione energetica” e chiede una transizione pianificata

Nel testo si denuncia un fenomeno più ampio di “speculazione energetica” in Italia. Secondo dati citati, le richieste di...

Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG)Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG)

Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato il 15 febbraio 2026 un atto di intervento nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al progetto della centrale eolica “Monte La Fine e Monte Pratolungo”, proposto dalla società milanese Eea Italy Wind s.r.l. sui crinali dell’Appennino Tosco-Emiliano, nei comuni di Castel del Rio e Firenzuola.

Il progetto prevede 13 aerogeneratori alti circa 200 metri, per una potenza complessiva di 78 MW, in un’area montana boscata e ricca di corsi d’acqua. Secondo il GrIG, l’impatto ambientale sarebbe rilevante e irreversibile, anche per l’utilizzo di grandi quantità di cemento per le basi delle torri.

L’area interessata è sottoposta a vincoli paesaggistici e culturali (d.lgs. 42/2004) e ricade nella fascia di rispetto di tre chilometri prevista dalla normativa nazionale in attesa dell’individuazione delle aree idonee per le rinnovabili (D.M. Ambiente 21 giugno 2024). Inoltre, nelle vicinanze si trovano siti della Rete Natura 2000, tra cui la ZSC “Passo della Raticosa – Sassi di San Zenobi e della Mantesca”, la ZSC/ZPS “La Martina – Monte Gurlano” e la ZSC/ZPS “Alto Senio”, tutelati dalle direttive europee Habitat e Uccelli.

Il GrIG evidenzia anche l’assenza di una fideiussione a garanzia di eventuali danni ambientali nelle fasi di costruzione, gestione e dismissione dell’impianto e il contrasto con il Piano Territoriale Paesistico Regionale dell’Emilia-Romagna, che tutela i crinali e le aree di pregio naturalistico.

L’associazione ha quindi chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di esprimere parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto, informando anche il Ministero della Cultura, le Regioni Emilia-Romagna e Toscana, le Soprintendenze e i Comuni interessati.

Il GrIG denuncia un fenomeno più ampio di “speculazione energetica” in Italia. Secondo dati citati, le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale presentate a Terna superano i 326 GW di potenza complessiva, oltre quattro volte l’incremento ritenuto necessario al 2030 (circa 80 GW). Ciò comporterebbe, secondo il GrIG, un eccesso di produzione potenziale che ricadrebbe economicamente sui consumatori attraverso i meccanismi di dispacciamento e gli incentivi, inclusi i costi di un regime di aiuti di Stato approvato dalla Commissione europea per 4.590 MW di nuova capacità rinnovabile, per un valore stimato di 35,3 miliardi di euro finanziati tramite le bollette.

Il GrIG sostiene che la transizione energetica, pur necessaria, debba essere pianificata dallo Stato sulla base dei reali fabbisogni, individuando preventivamente le aree idonee e mettendo a gara i siti, con pieno coinvolgimento di Regioni ed enti locali e tramite procedure di valutazione ambientale strategica.

Viene inoltre richiamato uno studio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, 2023), secondo cui l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici esistenti potrebbe garantire tra 70 e 92 GW di potenza, senza consumo di suolo e con minori conflitti ambientali. Ulteriori possibilità riguarderebbero parcheggi, aree industriali dismesse e infrastrutture stradali.

In conclusione, il GrIG invita i cittadini a sostenere una petizione nazionale “Sì alle rinnovabili, no alla speculazione energetica”, già sottoscritta da oltre 22.000 persone, tra cui esponenti del mondo della cultura, della scienza e dello spettacolo. L’obiettivo dichiarato è promuovere una transizione energetica che rispetti paesaggio, ambiente e interessi collettivi, evitando quella che l’associazione definisce una “overdose” di impianti industriali a vantaggio prevalentemente delle grandi società energetiche.

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