Firenze

Emergenza freddo a Firenze, la solidarietà silenziosa e l’impegno delle misericordie

La sua storia è stata raccontata da Elisabetta Tredici, volontaria della Misericordia di Barberino di Mugello, impegnata nelle...

Misericordie fiorentine

L’emergenza freddo che sta interessando Firenze in queste settimane mette in luce non solo le fragilità di chi vive senza una casa, ma anche storie di dignità personale e di solidarietà quotidiana. Tra le persone incontrate durante le uscite serali organizzate dal Coordinamento delle Misericordie dell’area fiorentina c’è Mihai, nome di fantasia di un uomo moldavo di 43 anni che da alcuni anni vive nel quartiere di Novoli. Pur in condizioni di grave difficoltà, senza un’abitazione stabile e con problemi di salute, Mihai continua a prendersi cura degli spazi in cui vive, sfalciando l’erba e svolgendo piccole manutenzioni come forma di restituzione verso la comunità.

La sua storia è stata raccontata da Elisabetta Tredici, volontaria della Misericordia di Barberino di Mugello, impegnata nelle attività di assistenza notturna. Secondo quanto riferito, Mihai è una presenza conosciuta dai volontari da diversi anni, apprezzata per la sua educazione e per il rifiuto costante di ricevere più del necessario. Quando gli viene offerto qualcosa in più, risponde invitando a destinare gli aiuti a chi ne ha maggiore bisogno, esprimendo gratitudine verso chi si occupa di lui.

L’assistenza rientra nel progetto di accoglienza invernale promosso dal Comune di Firenze, al quale partecipano anche le Misericordie fiorentine. Il servizio prevede uscite serali, distribuzione di coperte, indumenti, pasti caldi e beni di prima necessità, con un’attenzione particolare alle persone più vulnerabili durante i periodi di abbassamento delle temperature. Nelle ultime settimane, a causa del freddo intenso, le uscite sono state intensificate e le aree di intervento ampliate, coinvolgendo sia il centro storico sia altri quartieri della città.

I volontari si trovano spesso di fronte a situazioni complesse, che non riguardano solo il bisogno materiale ma anche condizioni sanitarie precarie e forte isolamento sociale. Oltre all’emergenza invernale, le Misericordie stanno sviluppando progetti di più ampio respiro, coinvolgendo parrocchie e comunità locali, anche con iniziative rivolte ai giovani, per promuovere una cultura dell’incontro e della solidarietà. Un lavoro continuo e discreto che, pur non risolvendo tutte le criticità, contribuisce a offrire sostegno concreto e umanità a chi affronta ogni giorno il freddo e la solitudine.

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