Da Lidia Giannelli, consigliere uscente per Prc e Pdci riceviamo e pubblichiamo:
In occasione del confronto fra i 4 candidati a sindaco, avvenuto due sere fa, ciò che ha destato più stupore , per non dire sgomento, sono le affermazioni di Riccardo Gabellini , ex segretario Pdci e successivamente fondatore del partito “Comunisti fiorentini per Renzi,” candidato per “ Lista civica Riccardo Gabellini per Dicomano”. L’esito della serata non può passare sotto silenzio , soprattutto per le risposte alla domanda sull’inceneritore . Tutti i candidati hanno affermato la loro contrarietà: Aldo Nuzzo, coerentemente con la linea Rifiuti Zero del M5S, con stupore anche per la risposta di Passiatore del Pd ( a Rufina ha sempre sostenuto il contrario), Giannelli ha maturato nel tempo la consapevolezza della dannosità di questi impianti, ma è la risposta di Gabellini , presidente Ato rifiuti fino al 2012, a lasciare basiti , affermando testualmente : “ per quanto riguarda l’inceneritore di Selvapiana direi che oggi non è economicamente conveniente”. Ora lo dice?Dopo 7 anni di presidenza dell’Ato rifiuti (per un’indennità di 60mila euro all’anno), durante i quali avrebbe dovuto attuare (e meno male che non gli è riuscito) il piano Provinciale rifiuti che prevedeva, in provincia di Firenze 5 impianti , ha firmato aumenti per la discarica di Peccioli, un contratto decennale per un’altra in provincia di Bologna per il conferimento dei rifiuti del Pistoiese, accordato l’ingresso di Hera in Toscana , consentendo il passaggio per il servizio rifiuti all’ Emilia Romagna dei Comuni di Palazzuolo, Marradi e Firenzuola, per finire il proprio mandato sotto il commissariamento. Non può venire ora raccontarci la non economicità dell’’inceneritore di Selvapiana, dopo aver sostenuto che oltre ad essere innocuo costituiva anche una risorsa energetica. Oggi , dopo 10 anni , Gabelini torna a Dicomano con l’intento di risollevare le sorti del paese, proponendo nel programma un rivoluzionario sistema di smaltimento rifiuti (biomasse)che dovrebbe bruciare organico anziché indifferenziato, anche questo per produrre energia che apporterebbe nelle casse dei cittadini, prima notevoli risparmi se non addirittura guadagni. Non ci addentreremo sul come reperirà la parte la cifra mancante al finanziamento pubblico, dato che il comune di Dicomano ha un esposizione finanziaria per oltre 4 milioni di euro per mutui contratti (alcuni dei quali sottoscritti da Gabellini stesso quando era sindaco). Anche la sua proposta di “rivedere le Partecipate “ è singolare , dato che fu proprio lui a decantare e formalizzare l’ingresso dell’Acquedotto comunale in Publiacqua , decantandone i vantaggi economici della scelta, e consentito successivamente l’ingresso di Acea in questa società partecipata , non tenendo minimamente conto di quelle 500mila firme per la ripubblicizzazione del servizio idrico, ignorando che anche molte centinaia di dicomanesi la sottoscrissero e ora sono costretti a pagare l’acqua più del Brunello di Montalcino. Senza contare il fito- depuratore, costato ai cittadini oltre un milione e centomila di euro 13 anni fa, di cui hanno beneficiato solo zanzare e qualche ranocchio non risulta ancora funzionante. Sempre a proposito di partecipate è doveroso ricordare che Gabellini, è stato anche consigliere nel CdA di Enav durante il governo Prodi, al posto della Lanzillotta (incarico di cui l’assemblea federale del Pdci fiorentino rimase all’oscuro). E dopo 24 anni trascorsi nella politica e vissuto di politica, Gabellini viene a comunicarci la sua intenzione di volontà di revisionare le partecipate,dopo il suo coinvolgimento nelle scelte? Tale incoerenza non può e non deve essere sottaciuta a chi si presta a scegliere il proprio sindaco. A tutto ciò vanno aggiunte le scorrettezze elettorali, dopo al ricorso al TAR per la lista Gabellini ricusata dalla Commissione elettorale per il ritardo che, se non accolto si sarebbe riservata di ricorrere contro il Comune e, conseguentemente contro quegli impiegati che, professionalmente e coscienziosamente avevano sopperito alla incompletezza dei documenti (mancanza di certificati elettorali, stampa del programma, liste candidati incomplete), pubblicazione di iniziative con utilizzo di logo della UISPI e del CONI non autorizzati ( che ne hanno chiesto l’oscuramento). All’incontro con i candidati a Sindaco organizzato dal CNA, Gabellini ha delegato una signora che non è nemmeno nella lista candidati. Non è certo un reato, ma può essere opportuno che un’emerita sconosciuta/o rappresenti una candidatura? Nemmeno può essere sottaciuto che, mentre candidati e sostenitori della lista Gabellini volantinavano dentro lo spazio scolastico , contravvenendo alla Legge, militanti e candidati del PD sono stati testimoni senza prendere, che si sappia , alcuna iniziativa legale. E ciò non può che essere a conferma di un sistema di connivenze non più tollerabili da cittadini onesti.












