Borgo San Lorenzo

Ebrei salvati a Borgo. Una ‘microstoria’ di coraggio…

Ebrei salvati a Borgo. Una 'microstoria' di coraggio...

Riprooniamo in evidenza un articolo uscito qualche giorno fa sulle pagine di OK!Mugello. Articolo che, in questi giorni, ha stimolato un vivace e civile dibattito e un confronto che si è sviluppato tramite i commenti (che è possibile leggere in coda al testo) e che ha coinvolto anche addetti ai lavori ed appassionati di storia locale. Lo facciamo nella convizione che quello trattato sia ancora un tema aperto ed un nervo scoperto della nostra società. Ancora una volta buona lettura e, comunque, complimenti al nostro collaboratore Aldo Giovannini che ogni volta riesce a stimolare una discussione costruttiva (il direttore, Nicola Di Renzone):

Scrive Lionella Viterbo Neppi Modona: “- accanto alla storia ufficiale della “Shoah” vi sono tutte le microstorie dei milioni di persone che ne sono stati coinvolte, ed accanto a quelle, le  testimonianze dei discendenti che ne hanno ricevute le confidenze, e le carte rimaste per decenni nascoste negli archivi… Di questi ricordi emergono tante sofferenze, ma anche i nomi di umili persone, ai più ancora sconosciute, che in qualche modo hanno avuto il coraggio di dare il loro aiuto  pur sapendo  quanto era pericoloso accogliere in casa una famiglia di ebrei, anche un solo ebreo, anche un bambino che i genitori in fuga erano costretti ad affidare ad altri… -“. Questo il veritiero scritto sul bellissimo catalogo “Microstorie di “coraggio”-  salvatori e salvati a Firenze dopo l’8 settembre 1943-“ edito dall’Associazione A.r.c.o. (Associazione Ricerca Cultura Orientamento), di Scandicci e dedicato a persone semplici che pur non essendo nate “eroi” hanno saputo fare la scelta giusta al momento giusto. Grazie a quattro autentici mugellani, che rischiarono la vita pur di salvare alcune famiglie ebraiche durante la seconda guerra mondiale, abbiamo assistito gentilmente invitati dalla presidenza dell’A.r.c.o. nella Sala Conferenze del CNA a Scandicci, ad una cerimonia, ad un evento, ad un incontro, che ci ha alquanto emozionati e commossi. Come è noto, ma lo vogliamo ricordare se pur brevemente, dato che il tutto è tornato alla luce sette anni orsono, nel settembre 1943 giunse a Borgo una famiglia ebraica composta da Guido Spieghel la moglie Fulvia Levi con i loro due figlioletti Renato e Dinah fuggiti da Trieste dopo le famigerate leggi razziali emanate dal fascismo. Terrorizzati nell’esser scoperti, questa famigliola si indirizzò verso il parroco, Monsignor Ugo Corsini, pievano di Borgo San Lorenzo, il quale  non solo nascose gli Spieghel nell’attiguo Monastero domenicano, ma d’accordo con Antonio Gigli ufficiale dello Stato Civile del comune, fece falsificare le carte d’identità cambiando totalmente le generalità dei genitori e dei piccoli figli. Con questo strattagemma, a rischio della loro vita (bastava una delazione, una spiata), il signor Guido Spieghel che era divenuto Giuseppe Serio, la moglie Giuseppina Pini (classico cognome borghigiano) e i figli Donato e Claudia, trovò lavoro per poter campare la sua famiglia, per poi una volta terminata la guerra ritornare  nella sua città natia. Nel 2006, ed è storia attuale, il signor Renato dopo tanti anni tornò a Borgo San Lorenzo alla ricerca di don Corsini o dei suoi congiunti, di Antonio Gigli o dei suoi congiunti e grazie anche all’amministrazione comunale che fece una ricerca, ed ospitò in comune i fratelli Renato e Dinah Speighel (giugno 2012), il mosaico si ricompose e vennero alla luce i due personaggi che salvarono la sua famiglia. La seconda storia ci giunse dalla Casa di Riposo San Francesco, quando l’indimenticabile Padre Massimo da Porretta, splendida figura di Uomo e di Religioso, fondatore della Casa di Riposo, durante la seconda guerra mondiale, nascose diversi mesi all’interno della struttura di accoglienza la  famiglia Orvieto, anch’esso rischiando la vita, ma consapevole di questa azione che avrebbe salvato questo nucleo famigliare. Una lapide all’interno della casa di Riposo ricorda questo evento. La terza microstoria, che scoprimmo qualche anno fa grazie ad una committenza di un nostro caro collega di lavoro (il dott. Emanuele Barletti, funzionario dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze), ma che per ragioni di tempo non è stata potuta inserire nel catalogo, il quale cercava notizie di suo nonno materno, Loris Mannori, che durante la guerra era un funzionario amministrativo della S.o.t.e.r.n.a. di  Borgo San Lorenzo riuscendo a salvare una dipendente di origini ebraiche. Queste piccole storie, non solo del nostro territorio ma di tanti altri luoghi della Toscana, sono state portate alla luce, come sopra scritto, mercoledi 27 febbraio 2013, durante un convegno dell’Arco, nella Sala del CNA a Scandicci, alla presenza com’è scritto sul catalogo di diversi “salvatori” ed altrettanti ”salvati”, il tutto coordinato dalla Prof. Maria Tedesco, dalla presidente prof. Franca Gambassi, dalla vice presidente Prof. Metella Niccolai, dalla segreteria Prof. Giuse Gasparini, con gli onori di casa del presidente del Consiglio Comunale di Scandicci Fausto Merlotti, presenti fra gli altri  personalità nel campo della Scuola (c’erano anche molti studenti con i loro docenti) e della Cultura, personalità istituzionali, militari con il Capitano comandante la Compagnia dei Carabinieri di Scandicci Romolo Riccio, una rappresentanza dell’associazione Carabinieri in Congedo, il Rabbino Signor Rav Joseph Levi ed ancora tanta tanta altra gente. Il primo intervento è stato il ricordo da parte del figlio Paolo di Antonio Gigli e parallelamente di don Corsini e Padre Massimo; il caro Paolo legato allo scrivente di queste note da vincoli di parentela (accompagnato dalla moglie Giuliana Squarcini e dai figli e nipoti), era molto commosso, emozionato, e non poteva esser diversamente, nel ricordare quello che fece suo babbo in favore della famiglia Spieghel, così come era emozionata Isotta Pieri di Crespino, nipote di don Corsini, presente anch’essa con il marito e i nipoti. Quindi negli interventi successivi, siamo venuti a conoscenza di tanti episodi eroici ma nascosti di persone che salvarono tante famiglie ebraiche, e i “salvati” erano là a testimoniare quei lontani e drammatici eventi che caratterizzarono, l’avvento del fascismo, del nazismo, la guerra, l’eliminazione di un intero popolo, il dramma, l’atrocità fisica e morale, l’annientamento  ad Auschwitz, Mauthausen, Buchenvald, Bergen Belsen, Dachau, Treblinka ed altri campi di sterminio. Le parole e i ricordi si sono susseguiti in maniera calzante, in un silenzio quasi assordante rotto solamente da un qualcosa, come un groppo alla gola, che non andava giù,  singhiozzi di pianto soffusi e da scroscianti applausi liberatori, quando al microfono, dopo un intervento del Rabbino Rav Joseph Levi, si sono susseguiti i ricordi  di Loretta Bemporad (salvati da un Maresciallo dei carabinieri Lallo Salvati); Franca Cassuto, Romolo Romoli, Federigo Benadì (“non ho vissuto ne l’adoloscenza ne la giovinezza, non eravamo nessuno, nulla, il niente!), Ugo Caffaz (drammatico e nello stesso simpatico il suo racconto: “- sono  figlio di un pezzo di pane e di un…voto!!), Umberto Di Giovacchino  (il grato ricordo  per le Suore di Santa Marta a Settignano), le drammatiche vicissitudini di Giulio Levi, i ricordi di Guidobaldo Passigli, Roberta Pisa, Pierluigi Rabà ed ancora altri. Tutte queste testimonianze sono raccolte nel catalogo sopradescritto, a cui abbiamo dato umilmente anche il nostro modesto contributo nei ricordi e nelle immagini fotografiche di Antonio Gigli, Don Ugo Corsini e Padre Massimo da Porretta; certo che qualcuno di questi personaggi, le cui gesta erano conosciute ormai da cinque-sei anni sulla stampa locale (Filo, galletto, Sito Web OK!Mugello, La Nazione, Il Corriere di Firenze, Sito Web Piazzadellenotizie, etc, etc), potevano trovare posto, storia e testimonianza in alcuni libri sulla guerra e sulla resistenza scritti ultimamente a due, quattro, sei, otto mani e nello stesso momento, a parte la visita degli Spieghel in comune a Borgo San Lorenzo ricevuti dalla giunta comunale, potevano avere – dicevamo –  una visibilità nel loro paese natio. Ma tant’è; per capire tante cose siamo dovuti andare a Scandicci! Ma va bene così, ringraziando sentitamente anche da parte dei congiunti, parenti, famigliari, amici e conoscenti di Antonio Gigli, don Ugo Corsini, Padre Massimo da Porretta e non per ultimo Loris Mannori, ringraziando sentitamente come detto tutti i solerti organizzatori dell’Associzione A.r.c.o. e dell’Amministrazione comunale di Scandicci, che tanto si sono adoprati affinchè sia stata aperta una drammatica e nello stesso momento eroica pagina di silenzioso “eroismo”, venuta fuori dopo quasi mezzo secolo. La storia non si nasconde, torna sempre a galla a raccontarci tante altre storie ed altrettante cverità.

Foto 1 (in alto): Da una immagine d’epoca (1943); un rallestramento dei nazisti contro gli ebrei. Foto 2 (qui sopra): Il capitolo sul volume monografico dedicato alla famiglia Spieghel salvata a Borgo San Lorenzo.In altre pagine i capitoli dedicati a Monsignor Ugo Corsini e Padre Massimo da Porretta.   Foto 3 (qui sopra): Giugno 2012; il ricevimento della famiglia Spieghel nel comune di Borgo San Lorenzo: da sinistra  Renato Spieghel, il sindaco Giovanni Bettarini, la signora Dinah Speighel, sorella di del signor Renato, la signora Yaffa Spieghel, moglie del signor Renato e la dipendente comunale Susanna Messeri.  (Foto J. Tagliaferri)   Foto 4 (qui sopra): Un momento del Convegno; da sinistra la coordinatrice Prof. Maria Tedesco, Paolo Gigli di Borgo San Lorenzo figlio di Antonio, Bruna e Sergio Salvati  figli dell’eroico Maresciallo dei carabinieri Lallo Salvati, e il presidente del Consiglio Comunale di Scandicci Fausto Merlotti.   Foto 5 (qui sopra): L’intervento del Rabbino di Firenze Signor  Rav Joseph Levi   Foto 6 (qui sopra): L’intervento di Ugo Caffaz, personalità di spicco nella comunità ebraica di Firenze e autorevole e illustre personaggio  delle istituzioni Regionali della Toscana.   Foto 7 (qui sopra): La Sala delle Conferenze del CNA di Scandicci durante il convegno dell’A.R.C.O.   (Foto cronaca di A.Giovannini)

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