Presenti ospiti di riguardo. Tra questi Giani e Bambagioni, l’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori, il direttore di Famiglia Cristiana Antonio Sciortino, il direttore Tg Rai regionale Vincenzo Morgante. Chi è stato davvero don Milani e perché è stato mandato a Barbiana? A questi interrogativi tenta di rispondere il libro “Don Lorenzo Milani – L’esilio di Barbiana” di Michele Gesualdi, uno dei primi sei ‘ragazzi’ della scuola del priore fondata nel 1956, presentato questa mattina, sabato 26 novembre, nella sala Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti a Firenze (piazza Santissima Annunziata, 13). Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere Paolo Bambagioni. Per il presidente Giani il “ruolo di Milani nella Firenze e nella Toscana degli anni Sessanta, gli anni dei movimenti, della rivoluzione culturale del ’68, è stato straordinario”. “Rispetto ai valori del cattolicesimo democratico, riesce a tenere ancorate tante istanze, che altrimenti si sarebbero disperse nello spirito di contestazione di quegli anni”. “Le sue testimonianze e le sue lotte – ha commentato il presidente – lo portarono anche ad essere emarginato”. “Non possiamo che essere orgogliosi di un personaggio eccezionale della nostra terra, che seppe trasmettere i valori più belli e più autentici di una Firenze ed una Toscana centri di libertà e tolleranza, di espressione culturale autentica”. “E’ un libro commovente e straordinario” ha dichiarato Bambagioni. “Gesualdi ha il merito di aver raccontato la sua esperienza di vita facendoci scoprire un don Milani visto da vicino, fotografato in tutta la sua umanità: un prete, un maestro, un uomo, un padre”. “Ringrazio la Fondazione per la tenacia e il lavoro che svolge in tutta Italia” ha concluso. Dando voce alle testimonianze di quanti hanno conosciuto don Milani direttamente, Gesualdi analizza, ricostruisce e arricchisce il percorso che lo ha portato all’esilio di Barbiana. Il suo racconto prende il via dagli anni del seminario, senza tralasciare il periodo in cui è stato cappellano a San Donato di Calenzano, la sua ‘officina’. È però a Barbiana che nel 1954 prende il via, dal niente, l’esperienza di una scuola speciale. (f.cio)
Don Milani visto da Gesualdi. Presentato il libro












