In queste celebrazioni risorgimentali, che abbiamo cercato di seguire in tutte le sue sfaccettature sia nel capoluogo mugellano, che in altri paesi ed abitati mugellani, non parchi di rievocazioni, cerimonie,manifestazioni, concerti, incontri ed altro, puntualmente pubblicati sul Sito Web, nel numero di maggio del mensile di arte, storia, cultura e folclore “Il Filo”, in tutte le edicole, è stata pubblicata la terza parte di “fatti, episodi e uomini del Risorgimento nel Mugello” a cura dello scrivente di questa note, dedicato questa volta ad un grande eroe risorgimentale come fu Giotto Ulivi (con l’unica immagine esistente) a cui è stato dedicato un importante plesso scolastico (Il Liceo “Giotto Ulivi”).

Se tutta, o quasi, la storia di questo piccolo-grande sacerdote e scienziato d’apicultura è inserita nelle pagine del mensile mugellano, vogliamo brevemente ricordare agli utenti una breve biografia:” – Giotto Ulivi, anzi don Giotto Ulivi, parroco a Sant’Andrea a Gricignano, una chiesetta ora soppressa che si trovava sopra una vaga collinetta fra l’abitato delle Salaiole e Viterete, in comune di Borgo San Lorenzo, e quindi fino alla morte Pievano di di San Lorenzo a Campi Bisenzio, nacque da una vecchia ed agiata famiglia borghigiana ( il padre era un valente medico condotto), il 5 aprile del 1820 in via Mazzini (l’antica Malacoda), proprio a pochi metri dalla trecentesca Porta Fiorentina . Al di là di una precisa scelta religiosa, fin dalla giovinezza don Giotto Ulivi si dedicò completamente allo studio e alla cultura delle api, divendendo in pochi anni un valentissimo ed appassionato cultore e teorico di “apilcultura” scrivendo numerosi saggi, fondando addirittura una Accademia Apistica con il Crivelli, il Visconti e il Dubini. Ma don Giotto Ulivi fu anche un prete di idee liberarli ( come il suo amico e conterraneo don Lino Chini, lo storico per antonomasia del Mugello), idee che lo portarono ad essere incarcerato per oltre sette mesi a Firenze, insieme ad un gruppetto di “carbonari” borghighiani e mugellani, sorpresi dalla gendarmeria granducale, mentre tramavano nella cantina dell’antica Farmacia-Spezieria Bandini in via del Canto. La sua storia si allunga notevolmente, ma come sopra scritto per gli amanti della storia risorgimentale locale “Il Filo” è portatore di questi “medaglioni” biografici e storici (nel prossimo numero interessante la descrizione manoscritta del Generale Lorenzo Bandini di quello che accadde a Borgo san Lorenzo nel 1859 alla notizia della fuga del Granduca Leopoldo), così anche il Sito Web, che ospita da tempo alcuni scritti dell’amico Tommaso Messeri di Firenze, discendente della famiglia Magnani di Ronta (un Magnani fu anche sindaco di Borgo San Lorenzo), grande appassionato di storia locale (meno male aggiungiamo noi), quindi ricercatore preciso ed attento. (A.G.)
Foto 1 : La lapide addossata alla vecchia casa natale in via Mazzini ( Malacoda) che ricorda la nascita di don Giotto Ulivi, il 5 aprile 1820.
Foto 2 : L’atto di nascita di don Giotto Ulivi; il padre Piero era medico e la madre una nobile di Firenze Arianna Toci del Medico.












