Era il mese di marzo del 1847, addirittura tredici anni prima dell’Unità d’Italia quando un gruppetto di borghigiani, il dott. Antonio Savi (primo Provveditore), Luigi Lapi, don Antonio Lombardi, David Cianchi (Capitani), Lorenzo Monti, Antonio Novelli, Carlo Rivola, Pietro Capecchi (Consiglieri), Luigi Romanelli, Giovanni Pelagatti, Antonio Cerreti, Lorenzo Casini, Dott. Sebastiano Bambi, Angiolo Gigli e Antonio Lapucci, tutti portanti cognomi storici della genealogia cittadina, decisero di fondare la Confraternita di Misericordia, sulla scia di quella secolare di Firenze.

Questo per diffondere la carità cristiana di misericordia in un periodo estremamente difficile sia dal lato sociale e sanitario che da quello religioso: un acceso anticlericalismo era diffuso in tutto il territorio. Al di là delle analisi storiche sono passati 165 anni da quel lontano marzo 1847 (la prima stanza era sul retro dell’abbandonata chiesa di San Francesco e la successiva in un’altra stanza dell’ottocentesco palazzo Fiorelli nell’attuale Corso Matteotti) e l’istituzione borghigiana ha vissuto gli anni più cruenti del Risorgimento, il colera dal 1855 (quante pagine eroiche in questo periodo scrissero i “confratelli”), quindi l’unità d’Italia, il giovane Stato Italiano, il nuovo secolo con tutto quello che è successo in cento anni e, infine, il Terzo Millennio, già passato da due lustri.
Domenica quindi si festeggia il 165° anniversario della Confraternita; con una sorpresa: il nuovo Magistrato con un nuovo Provveditore nella persona di Umberto Banchi, eletto poco tempo fa unitamente ad altri dirigenti che hanno raccolto il testimone da Piero Dalli (rimasto in seno alla Misericordia con altro incarico) a cui va il nostro plauso e quello di tutti gli iscritti dopo dieci anni di appassionato e disinteressato lavoro, per il solo bene dell’istituzione borghigiana. Nel mensile “Il Filo”, in edicola in questi giorni, si può leggere una bella e significativa intervista al neo Provveditore Umberto Banchi che mette in evidenza quella che è stata (e lo è anche adesso) la caratteristica umana e cristiana di questa istituzione, oltre alla socialità e alla funzionalità operativa poliambulatoriale, i cui proventi finanziari sono riutilizzati per moltiplicare e rendere più efficaci le opere sociali (non dimentichiamo il personale a ruolo) della stessa confraternita; migliaia di servizi sono a testimoniare quanto sopra citato.
Il programma delle cerimonie di domenica 22 gennaio 2012 prevede all’interno dell’Oratorio, alle ore 8 le Lodi Mattutine e la benedizione dei “panellini”; alle ore 9 e 30, dopo il ricevimento delle autorità e delle associazioni, la Santa Messa solenne in canto con la partecipazione della Corale Santa Cecilia 1909 e la vestizione di alcuni nuovi fratelli e sorelle; quindi, al termine della funzione religiosa nella Sala della Vestizione, sarà offerto un buffet a tutti i presenti mentre nelle sale dei volontari saranno distribuiti i “panellini” benedetti e si potrà rinnovare l’annuale iscrizione. Durante la mattinata saranno portati i “panellini” benedetti alle diverse Istituzioni e Case di Riposo del territorio e saranno distribuiti anche all’uscita delle principali Sante Messa a San Michele a Ronta, Santa Maria a Olmi, Sacra Famiglia a Sagginale, San Miniato a Piazzano, San Giovanni Maggiore, San Donato a Polcanto, San Pietro a Luco e Santo Stefano a Grezzano. Nel pomeriggio, alle 17, saranno celebrati i vespri solenni. I festaioli sono Marinella Rossini, Andrea Toccafondi e Simone Bettini. Tutti i confratelli sono gentilmente invitati. Infine ricordiamo che la festa della Misericordia di Luco-Grezzano avrà luogo domenica 27 gennaio 2012 con ritrovo alle ore 11 davanti alla Chiesa di San Pietro, dove si svolgerà la cerimonia ufficiale. (A.G.)
Foto 1 (in alto)
Umberto Banchi, nuovo Provveditore della Confraternita di Misericordia di Borgo San lorenzo (foto Luca Mercatali, tratta dal mensile “Il Filo” )
Foto 2
Da una vecchia stampa (anno 1850), un servizio funebre della Confraternita di Misericordia di Borgo San Lorenzo, come si legge in basso all’immagine iconografica.
(Archivio A.Giovannini)












