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Disagio mentale e Piano alfa. Ovvero i segreti dei nostre angosce…

Disagio mentale e Piano alfa. Ovvero i segreti dei nostre angosce...

In psicologia l’angoscia non descrive solo uno stato mentale, ma è anche il motivo per cui non si riesce a far fronte alla vita. Ecco il nuovo dossier a cura dello psicologo Loris Pinzani:

L’angoscia stessa è una condizione che ci abita dentro e che teniamo a bada.

Da essa deriva la sofferenza cronica a cui alcuni di noi non sanno trovare rimedio nell’arco della vita. Come a dire che questa condizione non è solo la sofferenza, ma rappresenta anche il motivo che l’ha generata e di cui ormai abbiamo perduto ogni traccia.

Se dovessimo esemplificare, potremmo dire che chi vive un disagio mentale è nella condizione di cercare incessantemente qualcosa di cui non ricorda la forma.

Solitamente l’accesso al motivo della sofferenza mentale non avviene in una condizione consapevole, nel senso che non ci si rende conto di quale sia stata la causa del malessere attuale.

Il pensiero in cui ha origine e si ripete la disfunzione è inaccessibile con i normali sistemi di ragionamento. Si riesce invece a penetrare l’argomento mediante quello che è definito Piano alfa, ossia una forma comunicativa che permette tra gli esseri uno scambio di informazioni inconsapevoli.

L’aspetto più rilevante consiste nel fatto che questa comunicazione avviene in presenza di determinate carateristiche necessarie sia nel soggetto ricevente che nello psicologo.

Tipicamente, i primi emissari, inconsapevoli utilizzatori del Piano alfa, sono i genitori verso i figli. Dopo loro, altri possono attivare questo straordinario canale, consentendo di riallestire aspetti fondamentali, come il senso di sicureza, di approvazione e di legittimazione.

Tra questi è auspicabile che lo stesso terapeuta promuova questa possibilità. In sostanza il Piano alfa è una possibilità della mente che ci consente di assumere dagli altri individui le emozioni che permettono di comprendere appieno la realtà e interpretarla.

Questo deve avvnire anche tra lo psicologo e colui che gli si rivolge con una richiesta di aiuto. L’accesso terapeutico al Piano alfa non è completamente chiarito essendo tuttora oggetto di studio, nonostante vi siano ipotesi promettenti che consentono di immaginare nuovi aspetti della psicologia clinica, sempre più in grado di penetrare il disagio della mente.

Con ogni probabilità siamo di fronte ad un aspetto che non è stato indagato fino ai nostri giorni e che si appresta in questi anni ad essere oggetto di studi di psiconeurologia, oltre che di ricerca clinica, per stabilire la validità di questo processo che ha visto la luce proprio in una ricerca fiorentina iniziata alcuni anni or sono.

Ad oggi ci si attendono risultati che facciano luce e qualunque sia il loro esito, saremo comunque in grado di conoscere più a fondo la natura dell’atteggiamento oltre che del pensiero umano.

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