Mugello

Senza fissa dimora. Rifondazione risponde a Passiatore

Senza fissa dimora. Rifondazione risponde a Passiatore

“Abbiamo letto con interesse il punto di vista del Sindaco di Dicomano sulla vicenda dell’ordine del giorno respinto e dopo una chiamata in causa così esplicita volentieri rispondiamo con la nostra posizione a riguardo”. Inizia così la nota che riceviamo e pubblichiamo dai capigruppo di Rifondazione Carpini (Barberino di Mugello), Bertini (Scarperia e San Piero) e Masini (Borgo San Lorenzo). Ecco il resto della loro risposta (clicca qui per rileggere su OK!Mugello la lettera di Passiatore):

Da un punto di vista formale noi consiglieri dell’Unione dei Comuni rappresentiamo i gruppi politici all’interno dei Consigli Comunali, ciò nonostante tutti noi, ed in particolare noi di Rifondazione, cerchiamo col nostro impegno di far fronte al deficit di controllo democratico e di rappresentanza che questo sbagliato sistema degli enti di secondo livello genera, arricchendo il dibattito del Consiglio con documenti politici, pur senza mai abusarne e comunque sempre con tematiche attinenti alle competenze dell’Unione e degli enti in essa rappresentati. Se l’obiettivo di Passiatore è quello di ridurre i Consigli a luoghi di presa d’atto, o tutt’al più di ratifica delle decisioni prese dai Sindaci, dovrà farne modificare i regolamenti, proprio come ha detto di voler fare in aula, ma sappia che troverà tutta la nostra opposizione. In questo contesto si inserisce il nostro documento e con una precisa richiesta: un’attenzione ulteriore verso il tema, non una disposizione in qualche modo imperativa, che comunque avrebbe dovuto assumere ben altre forme. Ed è proprio la natura degli ordini del giorno di documenti di impegno politico (come detto a norma di regolamento) che ci porta sul merito della questione: se ci si rifiuta di votare un ODG per una questione procedurale e di competenze si rifiuta l’impegno politico tout court. E’ legittimo, ma non si può spacciare per altro. Entriamo nello specifico con alcuni esempi: la sospensione degli sfratti per morosità incolpevole pur non essendo nelle dirette possibilità degli Amministratori (se non per gli immobili comunali) può essere perseguita efficacemente con politiche di prevenzione all’altezza, tra l’altro non sempre direttamente dipendenti dai fondi a disposizione delle ente; una persona che si trova a perdere la residenza è una persona in difficoltà e le persone in difficoltà spesso hanno problemi a far valere i loro diritti, anche se garantiti a norma di legge; da qui l’esigenza di un impegno che vada al di là della legge e che miri a garantire un’autentica cittadinanza sociale. Nessuna accusa di insensibilità, questo era il senso della nostra richiesta. Senza voler poi dilungarsi troppo nel come si è dipanata la discussione c’è da precisare che abbiamo proposto alla maggioranza di discutere modifiche che consentissero l’approvazione del documento, ma l’annunciata bocciatura anche di un testo emendato e la richiesta di rimandarlo in commissione ci ha fatto optare per la richiesta di voto immediato. Infine dobbiamo dire che l’accusa di strumentalizzare la questione un po’ ci offende, il nostro gruppo si è semplicemente messo a disposizione delle realtà sociali che convivono tutti i giorni con i problemi in questione ed è proprio da queste realtà sociali che nasce la mobilitazione di questi giorni, che noi coerentemente appoggiamo. Se qualcuno per logiche di contrapposizione ha sottovalutato la questione può porre rimedio partecipando al presidio, ci sembra che un’apertura in questo senso da parte degli organizzatori ci sia stata. Enrico Carpini Tatiana Bertini Claudia Masini

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