Firenze

Dimensionamento scolastico, funaro critica il commissariamento e sostiene i ricorsi delle regioni

Funaro ha sottolineato come il taglio delle autonomie scolastiche non rappresenti soltanto una misura amministrativa, ma...

Sara Funaro

Le decisioni assunte dal Governo in materia di dimensionamento scolastico e il conseguente commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna continuano a suscitare reazioni critiche da parte delle istituzioni locali. Sul tema è intervenuta Sara Funaro, che ha espresso una posizione netta contro una scelta definita grave e penalizzante per il sistema dell’istruzione e per i territori coinvolti.

Secondo Funaro, il commissariamento rappresenta un atto che indebolisce l’autonomia delle Regioni e ignora il lavoro svolto negli anni da enti locali, Province e Città metropolitane nella gestione e nella programmazione della rete scolastica. La decisione del Governo viene letta come un’imposizione calata dall’alto, che non tiene conto dei bisogni reali del sistema educativo né delle specificità territoriali, storiche e sociali che caratterizzano le singole scuole. In questo contesto, l’applicazione di criteri esclusivamente numerici viene ritenuta insufficiente e inadeguata ad affrontare la complessità dell’istruzione pubblica.

Funaro ha sottolineato come il taglio delle autonomie scolastiche non rappresenti soltanto una misura amministrativa, ma abbia ricadute dirette sulla qualità dell’offerta formativa e sulle opportunità di crescita del Paese. Ridurre le scuole, senza una valutazione approfondita delle conseguenze, significa incidere negativamente sul diritto allo studio, sull’organizzazione didattica e sul legame tra gli istituti scolastici e le comunità di riferimento, in particolare nei contesti più fragili o periferici.

Nel suo intervento, Funaro ha ribadito il sostegno ai ricorsi presentati dalle quattro Regioni contro le decisioni governative, annunciando la volontà di proseguire anche con un ricorso ad adiuvandum. Tale scelta viene motivata dalla necessità di tutelare l’interesse degli studenti, delle famiglie e del personale scolastico, nonché di difendere un modello di scuola che sia realmente attento ai bisogni educativi e sociali dei territori.

La posizione espressa richiama infine l’esigenza di una maggiore sensibilità istituzionale nei confronti dell’istruzione, considerata un ambito che richiede ascolto, confronto e programmazione condivisa. In questa prospettiva, Funaro ribadisce l’impegno a proseguire l’azione istituzionale e legale per garantire un’istruzione di qualità e rispettosa delle peculiarità locali.

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