Lunedì 24 ottobre, presso la Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Scarperia-San Piero a Sieve”, sono stati illustrati ai genitori, alla presenza dei docenti coinvolti e di Loretta Ciani, assessore alla Pubblica Istruzione, i lavori svolti dalla classe 2B durante l’anno scolastico 2015/2016. Questi materiali sono stati rielaborati e raccolti in tre volumetti (due inerenti il messaggio educativo sul riciclaggio dei rifiuti, l’altro sull’orto didattico realizzato nel giardino della scuola). Le pubblicazioni sono il risultato del laboratorio svolto durante la compresenza Tecnologia/Italiano e nelle ore di Lettere, condotte dal Prof. Lorenzo Giustini e dalla prof.ssa Barbara Bruni. Le attività fanno parte del progetto “PAESAGGI CONDIVISI”, esperienza multidisciplinare triennale che prevede, in linea con l’ educazione ambientale, uno studio del paesaggio e una conoscenza del settore primario locale. Gli alunni della 2B hanno studiato e compreso l’utilità della raccolta differenziata, poi hanno espresso questo importante messaggio educativo attraverso il linguaggio del fumetto. Prima sono stati realizzati dei fumetti tradizionali di tipo cartaceo, dopodiché si è passati ad una forma digitalizzata di “fotofumetto”, utilizzando come bozza storyboard creati dagli alunni e inserendovi, attraverso un specifico software, le foto dei loro volti, colti in diversi tratti espressivi. Inoltre, il messaggio ecologico sul riciclaggio è stato integrato con quello linguistico legato all’abuso di un lessico estremamente povero e scorretto, spesso dialettale o gergale, particolarmente utilizzato dalle nuove generazioni, insomma una lingua molto distante dall’Italiano. I ragazzi sono stati autoironici e, divertendosi, sono diventati maggiormente consapevoli e più attenti all’uso della lingua parlata. Molti dei fumetti digitali sono stati creati trascrivendo il dialetto, per far risaltare l’importanza della lingua italiana, creare un effetto comico e veicolare così un messaggio condiviso e importante, secondo lo slogan: “Ricicla i rifiuti, non le parole!”. Invece, il DIARIO DELL’ORTO testimonia l’attività didattica di orticoltura, sia nei suoi aspetti agronomici che nelle implicazioni trasversali che interessano la lingua italiana per quanto concerne il testo regolativo, il diario “di bordo” e l’uso del linguaggio specifico relativo alle colture, agli attrezzi occorrenti e alle tecniche utilizzate nella coltivazione dell’orto. Il Laboratorio si è rivelato utile ed è stato molto apprezzato dagli alunni, tanto che è andato avanti per tutto il mese di giugno, anche scuola finita. Una scuola sempre molto attiva ed aperta, secondo le linee educative promosse dalla dirigente Fiorenza Giovannini. Molti sono gli obiettivi che il laboratorio si propone: imparare a rispettare/aspettare i cicli biologici delle piante, imparare ad ascoltare con attenzione le istruzioni dei docenti, ad ascoltare le idee e l’opinione dei pari, ad organizzarsi, saper stabilire e calcolare cosa e quanto occorre per la realizzazione dell’attività, progettare, trovare soluzioni, collaborare, partecipare, creare relazioni serene e collaborative, imparare a lavorare in gruppo, pianificare attività da gestire insieme, documentare tramite fotografie e rendicontazione scritta sotto forma di diario, rielaborare gli appunti presi durante il laboratorio, revisionare le versioni semidefinitive della documentazione realizzata, stimolare l’imprenditorialità legata al settore primario. L’attività può essere interpretata anche come efficace orientamento formativo in itinere e si è rilevata molto utile nel promuovere la socializzazione tra i ragazzi, favorendo l’integrazione e una proficua collaborazione tra alunni più capaci e alunni in difficoltà. Ma non è finita! Il progetto “Paesaggi Condivisi” continua anche in questo anno scolastico e le attività proseguono prevedendo la versione “invernale” dell’orto didattico, un laboratorio sulle modifiche di scorci paesaggistici locali durante le stagioni, un’attività sulle metamorfosi legate ai miti degli alberi tipici delle nostre zone e una selezione di versi dai primi due libri delle Georgiche, strutturata in forma di ipertesto.















