Con questo articolo la redazione di OK!Mugello è orgogliosa di presentare il primo contributo di Viola Arinci, giovane studentessa mugellana di ‘lettere’. Che sicuramente farà parlare di sè… 11 Gennaio 1999: muore Fabrizio De Andrè, lasciando in eredità a tutti gli italiani e a tutto il mondo la sua musica e le sue poesie. A distanza di venti anni, l’11 Gennaio 2019, si concluderà la mostra “Volammo davvero in direzione ostinata e contraria”, inaugurata presso l’atelier de La Torre (Scarperia e San Piero) il 16 settembre 2019 dall’artista Elisa Marianini. La pittrice è cresciuta sulle note di De Andrè, che ascoltava mentre guardava il padre Foresto lavorare nel suo studio. La poesia della musica del cantautore genovese, che inizialmente ha solo canticchiato, poi capito e fatta sua, rivive oggi nei suoi quadri e nel significato profondo in essi celato. “Volammo davvero in direzione ostinata e contraria” è una mostra in cui le pennellate della pittrice si mescolano alle note del musicista, con il fine comune di esaltare l’uomo e i suoi valori, di narrare le sue passioni che diventano illusioni, i grandi ideali che si rivelano beffe, trasmettendo allo spettatore attivo i valori di un “Nuovo Umanesimo”, come dice Elisa, “dove le persone contano più di ogni altra cosa”. Con la pittura materica dell’encausto che quasi materializza le figure rappresentate e il pessimismo velato tipico di ogni brano di De Andrè, la pittrice dipinge i mille papaveri rossi e il campo di grano dove muore il soldato Piero, le conchiglie nel quadro associato alla canzone “La ballata dell’eroe”, il serpente che si morde la coda in “Marinella”: sono tutti dettagli che suggeriscono invece fiducia e speranza nell’uomo e nel suo futuro, arricchendo il messaggio di De Andrè con una nota positiva che la pittrice è riuscita a trasmettere a tutti coloro che osservano un suo dipinto. Ancora una volta gli intenti dei due artisti sembrano coincidere notando come la pittrice esalti i due aspetti dell’uomo: la parte che più lo avvicina agli istinti ed al mondo dei sensi e quello che lo eleva ad una dimensione spirituale,spesso considerato a torto –sempre secondo il parere dell’artista e in accordo a molte tradizioni filosofiche – l’unico aspetto positivo dell’essere umano, che gli permette di essere definito tale. Forse una delle più conosciute canzoni di De Andrè, “Via del Campo”, esprime in un’altra forma artistica un concetto molto simile, recitando “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. L’ingresso alla mostra è gratuito; gli orari di apertura sono il martedì e il sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, il lunedì ed il giovedì dalle 16 alle 19, la domenica sono possibili viste su appuntamento contattando il numero 3392933799.













