Da un nostro lettore, che preferisce restare anonimo per il pubblico, riceviamo e pubblichiamo questa lettera. Un ‘trillo’ di sveglia per tutte le nostre coscienze:
Oggi assistiamo ad una ennesima puntata dell’assopimento delle coscienze mugellane. Un silenzio assordante si registra nel Mugello. Dopo gli ennesimi atti di violenza nella manifestazione in Val Di Susa, niente si è mosso nel Mugello. Non un comunicato, non una nota stampa, contro gli eccessi dell’una e dell’altra parte riguardo ad una manifestazione pacifica. In Val di Susa si è compiuto un ulteriore strappo alla vita democratica, dove al posto dell’ascolto e confronto si utilizza la maniera forte.
Cosa sarebbe successo se, ad esempio, i partigiani fossero rikmasti indifferenti invece di donare la loro vita alla resistenza italiana, riscattando l’onore dell’Italia stessa? Il Mugello è stato un territorio molto importante sotto il profillo della lotta al nazifascimo, abbiamo avuto moltissimi esempi di persone semplici (contadini, operai ecc) che hanno lasciato tutto a scapito della loro vita e dei loro familiari per contribuire alla riconquista della propria libertà.
All’indomani della discutibile sentenza che ha ribaltato il verdetto di primo grado riguardo ai danni dell’altavelocità, si leggono in rete e su alcuni giornali locali le prese di posizione dei camaleontici politici locali assurti a paladini del territorio.
Tali dichiarazioni prendono il sapore di quelle stesse affermazioni di quando la vittima viene trasformata in carnefice, oppure come quelle volte che alla donna violata si chiede “ma era piaciuto anche a lei?”.
Visto è considerato che il Mugello è stato talmente violentato dall’ingordigia del cemento, dove si è visto violare i diritti dei lavoratori, insabbiare le responsabilità delle molte morti sul lavoro, realizzare incompiutamente opere inutili al solo scopo di produrre benefici economici per i pochi soliti noti con la scusa del progesso e delle opere infrastrutturali.
Tutto questo con la passiva accettazione dei nostri politici locali. Purtroppo la loro credibilità (molti dei quali, ormai ex, ‘parcheggiati’ nelle varie società pubblico-private) del nostro territorio martoriato, è talmente bassa che non conviene più neanchè replicare a quanto affermano, tanta è la sfiducia nei loro confronti.
Oggi il Mugello è SILENTE…. niente si muove… nessuno dice niente….
neanche coloro che per lavoro dovrebbero parlare, e spesso sparlano a sproposito… oggi sono ZITTI…
Non voglio entrare nel merito se la TAV sia necessaria o meno, ma quando un territorio intero vuole essere ascoltato e nessuno (maggioranza e opposizione) si prodiga per ascoltarli e manda i poliziotti per fare piazza pulita con i manganelli della legalità, vuole dire che niente abbiamo imparato dalla storia.
Lettera firmata












