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Così ti truffano quando fai il pieno: benzinaio “pentito” svela i trucchi di alcuni colleghi disonesti

truffa benzinaioTruffa del benzinaio (www.okmugello.it)

Vi siete mai chiesti come avvien la truffa del pieno di benzina o diesel? Sembra che purtroppo sia stato rivelato di recente da un benzinaio.

Alla pompa di benzina il rapporto tra cliente e gestore si basa quasi sempre sulla fiducia. Il contatore scorre, il carburante entra nel serbatoio e l’automobilista paga senza poter verificare molto. È proprio questa fiducia che, secondo alcuni addetti del settore, può essere sfruttata da gestori poco corretti.

Un benzinaio che si firma G.P., e che preferisce non rendere pubblico il proprio nome, racconta come funzionano alcune pratiche scorrette diffuse nel settore. Non parla di casi isolati. I controlli effettuati dalla Guardia di Finanza negli ultimi anni mostrano che le irregolarità esistono davvero: su centinaia di distributori controllati, diversi risultano non conformi alle norme.

Non significa che tutte le pompe di benzina operino in questo modo. La grande maggioranza dei gestori lavora regolarmente. Ma le tecniche descritte da chi conosce il mestiere aiutano a capire dove possono nascere gli abusi.

Quando la pompa eroga meno carburante

Il sistema più semplice riguarda la manomissione dei contatori della pompa. Il cliente vede scorrere i litri e paga la cifra indicata, ma la quantità effettiva di carburante che entra nel serbatoio può essere leggermente inferiore.

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Come funziona (www.okmugello.it)

La differenza è piccola. Qualche punto percentuale. Secondo il racconto del gestore, se una pompa eroga il 3 o 4% in meno, su 100 litri venduti ne restano alcuni nel serbatoio della stazione di servizio. Carburante che può essere rivenduto successivamente.

Su grandi volumi la differenza diventa economicamente rilevante. Perché la truffa funzioni serve spesso la complicità di chi effettua la manutenzione tecnica delle pompe, o almeno la mancata segnalazione della manomissione.

Il contatore che non torna a zero

Un altro sistema, più semplice e più difficile da notare, riguarda i momenti di grande affluenza. Succede quando ci sono molte auto in fila e il personale lavora rapidamente per ridurre i tempi di attesa.

Secondo il racconto del benzinaio, l’inserviente può lasciare il contatore della pompa già avviato dalla vettura precedente. Il cliente successivo vede una cifra sul display e pensa che sia l’inizio della propria erogazione.

Se l’auto precedente ha fatto un rifornimento da 10 euro e la successiva ne chiede 50, il contatore può partire da quella cifra già registrata. Il cliente paga 50 euro, ma 10 sono già stati incassati prima. Sono operazioni difficili da individuare quando si è distratti o quando si paga rapidamente senza controllare il display della pompa.

La qualità del carburante e il problema della temperatura

Un’altra pratica citata riguarda il carburante alterato, anche se oggi è meno diffusa rispetto al passato. Consiste nell’aggiungere sostanze estranee al carburante per aumentare artificialmente il volume disponibile nei serbatoi della stazione di servizio.

Le auto moderne, però, hanno sistemi di controllo molto sensibili. Un carburante contaminato può causare guasti quasi immediati. Per questo motivo il sistema viene utilizzato sempre più raramente.

Esiste invece una questione più tecnica che riguarda la temperatura del carburante. Benzina e gasolio vengono venduti a volume, non a peso. Quando la temperatura aumenta, il carburante si espande leggermente.

Il cliente paga comunque il volume indicato dalla pompa. Questo significa che il rendimento reale può variare a seconda della temperatura del carburante. Per legge il riferimento dovrebbe essere 15 gradi, ma nei distributori la temperatura reale può essere più alta.

Un settore con margini ridotti

Il racconto del gestore anonimo offre anche un altro punto di vista. Il settore dei distributori di carburante ha margini molto bassi. Su grandi quantità vendute il guadagno per litro è limitato.

Secondo chi lavora nel settore, su mille litri di carburante venduti il margine può aggirarsi intorno a poche decine di euro. I costi operativi sono elevati: dipendenti, forniture, anticipo dei carburanti e manutenzione degli impianti. Questo non giustifica le truffe. Ma aiuta a capire perché alcune pratiche scorrette continuino a emergere nei controlli.

Per l’automobilista la difesa resta soprattutto una questione di attenzione. Guardare il contatore prima di iniziare il rifornimento, controllare l’azzeramento della pompa e osservare con calma l’erogazione. Piccoli gesti che, alla pompa di benzina, spesso fanno la differenza.

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