Cosa faresti in caso di terremoto? Ti comporetesti nel modo giusto o le tue azioni metterebbero ancora più a rischio te e chi ti sta intorno? Ad esempio, lo sapevi che, in caso di scossa sismica, la maggior parte degli infortuni non è dovuta al crollo delle strutture, ma alla caduta di arredi e suppelletili? E non solo…
Tutto questo è affrontato da un vademecum della Protezione civile della Provincia di Firenze, diffuso proprio in queste ore. La Sala operativa provinciale di Protezione civile, infatti, ricorda alcuni semplici accorgimenti da adottare al fine di rendere piu’ sicure le nostre mura domestiche e le strutture didattiche e lavorative.
In caso di scossa sismica, come detto, la maggior parte degli infortuni è dovuta non alla stabilità della struttura, ma bensì alla caduta di suppellettili e mobilio. E’ consigliato pertanto effettuare alcune attività preventive, verificando che i mobili (librerie, credenze, armadi) siano adeguatamente fissati alle pareti, che suppellettili (soprattutto se pesanti) non siano posizionate sui ripiani alti e che le postazioni di lavoro e di riposo (letti, scrivanie, banchi) non siano poste a ridosso di vetrate e specchi o sotto lampadari e plafoniere.
E’ bene ricordare poi i semplici comportamenti che ognuno di noi deve adottare per la salvaguardia della propria incolumità: durante la scossa ripararsi sotto tavoli robusti o sotto le parti solide dell’edificio (architravi o muri portanti); al termine della scossa avviarsi alle uscite (seguendo il piano di emergenza interno, se previsto, e non utilizzando ascensori) procedendo ordinatamente ed aiutando le persone eventualmente impossibilitate a farlo.
Una volta usciti dall’edificio, mantenersi a distanza di sicurezza per evitare caduta di materiali leggeri (tegole, grondaie, comignoli, ecc.). Successivamente, qualora la struttura mostri lesioni (crepe, distacchi o altro), attendere la verifica degli organi preposti prima di rientrare nell’edificio.











