Venerdi prossimo 13 dicembre 2013, presso il Salone dei Tendaggi nel Palazzo dè Vicari di Scarperia, alle ore 21 precise, in occasione dell’incontro “Con l’Autore”, verrà presentato il libro della Prof. Sandra Cerbai “ Correva l’anno, Padulivo 10 luglio 1943”, già presentato a Borgo San Lorenzo lo scorso ottobre dopo pochi giorni, dall’uscita dalle stampe. Introdurrà l’assessore alla cultura Elena Marchesini ed interverranno Fiorenza Giovannini, Filippo Bellandi e Cesare Marrani.
Lo abbiamo letto (abbiamo anche collaborato con la cara autrice con alcune immagini iconografiche) e più sotto accludiamo la nostra semplice ed umile recensione, senza nessuna pretesa intellettuale (abbiamo fra il si e il no la terza avviamento al lavoro), ma solamente da dilettante ed amante della storia della nostra terra, molte volte per mere ed ovvie ragioni oggettive, è stata storpiata e nascosta.
Però come sempre fa come l’olio versato nell’acqua, torna sempre a galla a raccontarci quelle che sono state le verità, come l’ultimo libro tratto dal ritrovato diario manoscritto di prete don Giuseppe Donatini, parroco di San Martino a Scopeto, chiesa che durante la guerra era divenuta “il Refugium Peccatorum” di partigiani, feriti, sbandati, soldati, sfollati e quant’altro.
La storia ufficiale diceva questo ed altro ma leggendo quello che ha scritto prete Donatini, chiamato il “prete rosso”, è di tutt’altro avviso. Sconcertante come detto sopra. Basta sfogliarlo. Ed ecco pochi righi per il libro di Sandra Cerbai:
“ – Fra i tanti drammi e tragedie accadute nel Mugello durante le vicissitudini della seconda guerra mondiale (1940/1945) e durante la guerra di liberazione, l’eccidio di Padulivo in comune di Vicchio sulla strada comunale che dal bivio di Scopeto porta a Barbiana, avvenuto il 10 luglio del 1944 dove furono trucidati quindici persone, fra uomini e donne, è ancora vivo nella mente e nelle coscienze di tutti coloro, parenti, amici, conoscenti, popolazione, che vissero quei drammatici momenti.
Sandra Cerbai, era una bambina quando fu costretta a fuggire con la famiglia al passaggio della guerra, una bambina di tre anni costretta ad assistere a soprusi, raid, bombardamenti e all’eccidio di Padulivo, dove era sfollata.
Ora quella bambina è donna, madre e nonna felice, e ci racconta in prima persona cosa voleva dire vivere in quei tragici anni, con testimonianze dirette dei suoi genitori e di tutti coloro che vissero quei tempi.
Ebbene, Sandra a cui abbiamo fornito notizie ed immagini iconografiche, ci ricorda in questo suo libro romanzato, ma tragicamente vero, una serie di “medaglioni” storici raccontati con semplicità per arrivare al nesso senza troppe giravolte, ma con nitidezza, entrando nel contesto umano di un episodio che nel corso degli anni ha avuto delle discrepanze – e relative polemiche – nei vari libri che sono stati scritti su questo tema, arrivando al dunque con pacatezza ma certamente con una verità in più. Certo leggere con estrema meticolosità quel che accadde, dopo l’uccisione di un soldato tedesco che aveva rubato un cavallo, del resto zoppo e semicieco, con la successiva e tremenda rappresaglia, la morte di tutte queste persone innocenti con una crudeltà senza pari da parte delle SS, gli occhi si chiudono e il cuore si rattrista.
Ma la penna di Sandra, anche per certe colpe, non si tira indietro, le dice, anzi le scrive senza paure ne timori reverenziali per nessuno.
L’autrice chiosa il suo libro con una bella poesia della scrittrice Lina Scharwz amica del pedagogista Rudolf Steiner, ritrovata in un quadernetto della madre di Sandra, intitolata “La voce delle cose”. Scrive l’autrice: “ho deciso così di citarla per intero (gli scritti della Scharwz sono intrisi di pace, senso di famiglia, di serenità), proprio per il fatto che, essendo pressoché sconosciuta alla maggior parte delle persone, potrebbe aver destato la curiosità in coloro che hanno avuto la bontà di leggermi -“. Brava e complimenti. (Sandra Cerbai – Correva l’anno/Padulivo 10 luglio 1944 – Caosfera Edizioni – Pagg. 197 – € 17)












