Ma rimangono comunque da classificare i materiali sfusi accumulati sotto il capannone – Contrordine Paterno (per quanto riguarda solo i sacconi di Polverino 500 mesh): secondo la relazione di consulenza stilata dall’ingegner Marco De Faveri per il Gip Alessia Solombrino (Tribunale di Genova) il materiale accumulato nei sacconi (il Polverino 500 Mesh proveniente dalla ditta Med Link di Aulla) risulta “utilmente utilizzabile nella pratica industriale, segnatamente nella fabbricazione dei laterizi, senza necessità di preventive attività di recupero o di trattamento. Inoltre – prosegue la relazione – il suo utilizzo non determina impatti negativi sull’ambiente, anzi ne determina la protezione e la salvaguardia di risorse naturali, e neppure presenta impatti negativi sulla salute umana”. Detta relazione viene inviata alla redazione di OK!Mugello dall’avvocato Francesco Stefani, legale di Tullia Ottaviani. Legale che afferma (in vista della discussione dell’udienza preliminare prevista a Genova per l’11 giugno davanti al Gip Alessia Solombrino): “Le conclusioni del perito nominato dal giudice – spiega Stefani – concordano con quelle del consulente del Pubblico Ministero”. E aggiunge: “Dicono in sostanza che il polverino non è tossico nè pericoloso”. Ricordiamo che tale materiale è ancora classificato come ‘rifiuto speciale pericoloso’ e in merito Stefani afferma: “Le conclusioni di Arpat sono smontate dalla perizia”. Nota bene: Come abbiamo scritto anche in apertura di articolo, tali relazioni sono riferite ai sacconi di Polverino 500 Mesh provenienti dalla Ditta Med Link di Aulla (per i quali procede la Procura di Genova), non possono naturalmente essere estese automaticamente ai materiali vari (provenienti anche dalle concerie di Santa Croce sull’Arno) accumulati in maniera sfusa sotto il capannone (per i quali procede il Tribunale di Firenze). Clicca qui per leggere le Conclusioni del perito
Contrordine Paterno. La Perizia: “Il Polverino non è pericoloso per la salute












