Mugello

Controlli antidroga nelle scuole. Una nostra inchiesta e un comunicato di Rifondazione

Controlli antidroga nelle scuole. Una nostra inchiesta e un comunicato di Rifondazione

Non si ferma la polemica sui controlli antidroga nelle scuole superiori del Mugello; e in particolare nel liceo Giotto Ulivi e del Chino Chini. Svolti all’uscita dei ragazzi anche con l’ausilio di cani.

Partendo dalla segnalazione di una madre, apparsa sul settimanale Il Galletto, la scorsa settimana abbiamo realizzato un’inchiesta tra autorità e studenti. Per capire di più abbiamo sentito i Carabinieri stessi; che ci hanno confermato come tali controlli siano da considerarsi di routine. Precisando che da questi non è emerso niente e che si ripeteranno in futuro. Non siamo riusciti, invece, a parlare con il preside del Giotto Ulivi. Che ha preferito non commentare.

Abbiamo poi parlato con i ragazzi. Secondo loro prevenzione e informazione sono più importanti della repressione. E vedere entrare i Carabinieri nella scuola (quando richiesto dai presidi, precisiamo) è per loro una sorta di prevaricazione. Che fa loro parcepire i militari come ‘nemici’.

Ora arriva in redazione una nota di Rifondazione Comunista della Provincia di Firenze (interrogazione). Che pubblichiamo per intero perchè ognuno possa giudicare secondo coscienza, in un tema così delicato come l’educazione dei nostri figli:

Apprendiamo da testimonianze dirette e da relativa notizia apparsa sulla stampa locale che il giorno 09/10/2010 alcuni agenti del Corpo dei Carabinieri con cani antidroga hanno effettuato controlli sugli studenti del Liceo Giotto Ulivi e dell’Istituto Chino Chini all’interno dell’area del plesso scolastico di Via Caiani a Borgo San Lorenzo.

Tale iniziativa ha  suscitato il disappunto di alcuni genitori che hanno espresso le loro perplessità riguardo al metodo adottato. Il Gruppo Provinciale di Rifondazione Comunista non riesce a comprendere i motivi per i quali un’operazione  di tale portata sia stata attivata. Siamo di fronte ad una emergenza, a presunti episodi legati a criminalità e spaccio di sostanze stupefacenti?

Quali i presupposti che hanno richiesto e motivato l’irruzione delle Forze dell’Ordine all’interno degli spazi del plesso scolastico? Perché si è scelta una modalità così invasiva e eclatante?

Nel considerare grave e inopportuno il fatto che la scuola abdichi il suo ruolo di educazione, formazione e prevenzione riconducendo il tema dell’uso di sostanze stupefacenti a questione da reprimere attraverso l’intervento delle Forze dell’Ordine, gli scriventi Consiglieri Provinciali chiedono al Presidente della Giunta e all’Assessore competente:

·    se fossero a conoscenza di quell’iniziativa e se l’Amministrazione Provinciale fosse stata preventivamente informata;

·    quali siano i progetti attivati dalle Amministrazioni Locali per la prevenzione all’uso di sostanze stupefacenti all’interno delle scuole provinciali;

·    di essere informati sulle modalità con le quali è stato eseguito quell’intervento, da chi sia stato deciso, con quali motivazioni e per quali ragioni i genitori degli studenti non siano stati preventivamente informati.

·    di acquisire gli esiti delle indagini e dei controlli effettuati.

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