Barberino di Mugello

Consiag ricorre al tar. La Mozione di rifondazione comunista

Consiag ricorre al tar. La Mozione di rifondazione comunista

Per completezza di informazione pubblichiamo di seguito il testo della mozione (presentata da Rifondazione Comunista) che è stata discussa nei giorni scorsi nel Consiglio Comunale di Barberino, sull’eventuale uscita del comune da Consiag. Mozione in risposta alla quale la maggioranza ha ribadito le proprie ragioni (clicca qui). Ecco comunque (ci scusiamo per il ritardo ma per ragioni tecniche non è potuta uscire prima) la mozione che era stata presentata da Rifondazione:

Sembra un paradosso, ma è la realtà: mentre il referendum votato in massa dai cittadini nel 2011 imporrebbe ben altri passi, il comune di Barberino ha messo in vendita a seguito di una votazione di qualche mese fa in Consiglio Comunale, che ha visto contrario soltanto il nostro gruppo, la propria quota azionaria in CONSIAG, la società proprietaria della rete idrica in gestione a Publiacqua. Peccato che non potesse farlo, almeno secondo il consorzio pratese che si è rivolto direttamente al Tribunale Amministrativo Regionale per far annullare la delibera consiliare del 29/04/2015. Se a rigor di legge l’operazione si possa o non si possa concludere lo stabilirà chi di dovere, da parte nostra non possiamo però non evidenziare che dal punto di vista politico la mossa è stata quanto mai infelice. Non solo una decisione presa in solitaria, visto che nessuno degli altri enti che partecipano CONSIAG ha manifestato l’intenzione di fare altrettanto, ma anche malamente giustificata: fu detto infatti in Consiglio Comunale che la dismissione non avrebbe inficiato la proprietà della rete, garantita al comune dalla partecipazione diretta in Publiacqua, la proprietà della rete però non è di Publiacqua ma proprio di Consiag! Inoltre la nostra partecipazione in Publiacqua con questa brillante operazione, in virtù del venir meno di quella indiretta tramite il consorzio, crollerà da un 0,76% ad un 0,1%, non proprio il primo passo per una riappropriazione del servizio. Aggiungiamo infine una decisione illogica, visto che la partecipazione ha consentito negli ultimi anni al comune di Barberino di introitare dividendi annuali di almeno 20.000 € (entrate correnti, così importanti per gli enti pubblici), a fronte di una partecipazione di soltanto l’1%, che se liquidata porterebbe nelle casse comunali una cifra di poco superiore al milione di € (ma in conto capitale, pertanto di difficile utilizzo visti i vincoli legati al patto di stabilità). Il nostro gruppo consiliare ha quindi presentato una mozione, che per ragioni di autotutela oltreché politiche, chiede di fare marcia indietro da una decisione di dubbia legittimità e giustificata solo dal mantra liberista della dismissione delle proprietà pubbliche, perfino quelle per l’erogazione dei beni essenziali come l’acqua. La discussione è prevista nella seduta di lunedì 30/11 alle 18, ci auguriamo vivamente che i consiglieri di maggioranza PD – PSI non vogliano rinnegare un sì all’acqua pubblica che anche loro a suo tempo hanno sostenuto.

Change privacy settings
×