La sera di venerdì 22 luglio, nella Chiesa di San Francesco a Borgo, si è tenuto quello che ormai si può chiamare l’appuntamento annuale con la grande musica da camera. Grazie all’organizzazione curata da Marco Zappa e Marilisa Cantini, alla collaborazione di Don Maurizio Tagliaferri e alla disponibilità di Guglielmo Fondi – che come sempre ha messo a disposizione la bellissima chiesa gotica -, tutti i posti a sedere sono stati occupati da un pubblico venuto ad applaudire l’Ensemble Nimrod, un quartetto formato da Christophe Horak al violino, Francesca Zappa (nipote di Marco) alla viola, Nur Ben Shalom al clarinetto e Yannick Van De Velde al pianoforte. Quattro ragazzi simpatici e affabili che, appena afferrano il (si siedono al) loro strumento, si trasformano in mostri. Sulle note di sala ci sono i loro curricula: fanno paura. E fanno capire come mai il pubblico, alla fine del concerto, ha avuto quasi la sensazione che sia durato troppo poco, mentre invece ha superato l’ora e mezza. E sarebbe rimasto a sentirli ancora chissà per quanto. Il programma non era, diciamo così, di facile presa: prevedeva due musicisti famosissimi (Mozart e Brahms), uno famoso (Poulenc) e due – ammettiamolo – del tutto sconosciuti. Il primo, Max Bruch (1838-1920), tedesco, tardo romantico forse non originalissimo, ma di una grande sensibilità che gli interpreti hanno saputo trasmettere da par loro. Il secondo è Paul Schönfield, americano, pianista e compositore classe 1947. Il suo brano Koztzke, dal Trio per clarinetto, violino e pianoforte, eseguito per ultimo, ha dato i brividi. Nervoso, spezzato, una ritmicità coinvolgente che ricorda Bartok, è stato una rivelazione assoluta. Senza togliere nulla per carità agli splendidi brani di Mozart e alla bellissima Sonata per violino e pianoforte n. 3 op. 108 di Brahms, il brano che più di tutti ha letteralmente travolto gli ascoltatori è stato ad ogni modo la straordinaria Sonata per clarinetto e pianoforte Fp 184 di Francis Poulenc (1899-1963), un viaggio onirico, ipnotico, abbacinante tra le sonorità inequivocabilmente francesi di due strumenti che a tratti parevano fusi fra loro. Ovazione finale, squisito rinfresco sotto il loggiato della Chiesa del SS. Crocifisso e appuntamento all’anno prossimo. Nel frattempo, Francesca Zappa sarà diventata mamma: auguri! Il concerto ha avuto il patrocinio del Comune di Borgo S. Lorenzo e il ricavato dell’incasso servirà per concludere il restauro dell’Organo Stefanini: cosa che ci auguriamo vicina, e che Don Maurizio, durante il discorso di presentazione, ha lasciato intendere lo sia.














