Barberino di Mugello

Cocchi. Le motivazioni della Cassazione: ‘Alcune prove trascurate’

Urbanistica a Barberino. Scagionato Paolo Cocchi

Proprio mentre si avvicina la data delle primarie per scegliere il candidato Pd alla corsa per il sindaco di Barberino, sono state pubblicate le motivazioni della sentenza della Cassazione che riguarda Paolo Cocchi. E che ha annullato la decisione di non luogo a procedere a suo carico (che era stata emessa l’8 aprile 2013, quasi un anno fa). Le riporta questa mattina (mercoledì 19 febbraio) un articolo del quotidiano La Nazione nella cronaca fiorentina. Secondo la Cassazione il Gip nell’emettere la sentenza ora annullata avrebbe omesso di consultare alcune fonti e prove; senza valutare in maniera adeguata, ad esempio, alcune intercettazioni telefoniche. Il procedimento, lo ricordiamo, riguardava la gestione dell’urbanistica a Barberino e alcuni presunti favori a soggetti economici.  Cocchi, lo ricordiamo, ha deciso di continuare la sua esperienza elettorale; nonostante l’eventualità di un nuovo procedimento a suo carico. Clicca qui per leggere il lungo intervento con il quale Cocchi ha annunciato la sua volontà di correre comunque alle primarie  

Aggiornamento del marzo 2016: Paolo Cocchi è stato assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza dei giudici.

Ha prevalso invece il “non doversi procedere perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione”, per l’accusa di corruzione legata ai soldi per le elezioni e le ‘vacanze’.

Secondo il Corriere Fiorentino:

“Cade l’accusa di corruzione (il fatto non sussiste) per Paolo Cocchi, ex assessore regionale alla cultura della giunta Martini e già sindaco di Barberino del Mugello, per aver messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale a favore del costruttore Danilo Cianti, titolare della Mugello lavori, per agevolarlo nella sua attività, ottenendo in cambio l’ampliamento della casa. Il tribunale di Firenze assolve, per quello stesso episodio Barbara Bardazzi, moglie di Cocchi, l’imprenditore Danilo Cianti e il figlio Simone imputati di concorso in corruzione”.

Assoluzione che, secondo i legali di Cocchi, sarebbe “l’esatta ripetizione della sentenza di non luogo a procedere pronunciata tre anni fa dal Gup”

Qui l’articolo dell’assoluzione di Paolo Cocchi – 19 Marzo 2016

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