“Valuterò in questi giorni, da qui a venerdì 31 gennaio, se presentare o meno la candidatura alle primarie del partito Democratico per l’elezione del sindaco di Barberino di Mugello. Per il momento, però, posso confermare che, in dicembre, avevo dato la mia disponibilità a lavorare per Barberino, e che questa disponibilità non è mai stata ritirata”. Così Paolo Cocchi, ex sindaco di Barberino ed ex assessore regionale, intervistato da OK!Mugello nella mattina di martedì 28 gennaio dopo che, nei giorni scorsi, si è diffusa la notizia che la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura, annullando la sentenza che lo proscioglieva nel processo sull’urbanistica a Barberino. Cocchi, comprensibilmente, non vuole entrare nei dettagli della sua vicenda giudiziaria, che solo pochi mesi fa lo aveva visto completamente scagionato; e che ora rischia di ripresentarsi e iniziare da capo. “Non dico niente – afferma – se non ribadire la mia innocenza”. Ricordiamo che Cocchi, in seguito ad un periodo di silenzio (in rispetto della Magistratura) durato quasi 4 anni, dopo l’assoluzione del 2013 aveva dato la sua disponibilità a correre per Barberino. “Quello che posso dire – afferma – è che in queste ore ho ricevuto molti attestati di stima; e che le persone che mi sostengono mi hanno esortato ad andare avanti”. Ora si aspetta che il Gup decida se rinviarlo a giudizio. E tutto, come detto, potrà ricominciare. Cocchi dice di aspettare con curiosità anche le motivazioni della Corte di Cassazione. Intanto un articolo del quotidiano La Nazione di questa mattina (martedì), a firma di Paolo Guidotti, ricorda come a Barberino per le primarie Pd siano già schierati il sindaco uscente, Carlo Zanieri, e l’assessore Gianpiero Mongatti. Per le opposizioni, invece, scelte non ancora definite. Con Rifondazione che annuncia una propria lista ed un proprio candidato (terrà un incontro mercoledì a Galliano, al bar del campo sportivo) e con Per Barberino che lancia l’appello a lavorare tutti insieme per il bene di Barberino. Forza Italia dal canto suo, pur avendo già un proprio candidato, dice di essere disposta a collaborare anche con altre forze. Vedremo gli sviluppi…
Aggiornamento del marzo 2016: Paolo Cocchi è stato assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza dei giudici.
Ha prevalso invece il “non doversi procedere perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione”, per l’accusa di corruzione legata ai soldi per le elezioni e le ‘vacanze’.
Secondo il Corriere Fiorentino:
“Cade l’accusa di corruzione (il fatto non sussiste) per Paolo Cocchi, ex assessore regionale alla cultura della giunta Martini e già sindaco di Barberino del Mugello, per aver messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale a favore del costruttore Danilo Cianti, titolare della Mugello lavori, per agevolarlo nella sua attività, ottenendo in cambio l’ampliamento della casa. Il tribunale di Firenze assolve, per quello stesso episodio Barbara Bardazzi, moglie di Cocchi, l’imprenditore Danilo Cianti e il figlio Simone imputati di concorso in corruzione”.
Assoluzione che, secondo i legali di Cocchi, sarebbe “l’esatta ripetizione della sentenza di non luogo a procedere pronunciata tre anni fa dal Gup”
Qui l’articolo dell’assoluzione di Paolo Cocchi – 19 Marzo 2016












