La notizia è clamorosa e scuote le coscienze di molti. Nel momento in cui le opposizioni confermano la richiesta di una commissione comunale per fare chiarezza sull'intera vicenda (articolo qui) arriva come un fulmine a ciel sereno ai dipendenti che ricordiamo mandati assolti dalla sentenza di cui solo il 16 maggio conosceremo come da iter le motivazioni la notifica della condanna della Corte dei Conti, dopo procedura avviata dal comune di Borgo San Lorenzo a procedere alla richiesta di danno erariale verso i dipendenti.
Lo stesso Comune che tramite il sindaco Omoboni all'indomani della sentenza di assoluzione dichiarò che la vicenda era "umanamente e amministrativamente lunga e dolorosa" (vedi qui), dimenticando però di avere avviato proprio lui tutta l'incredibile vicenda (leggi qui).
Il Sindaco che a quanto pare prima tira il sasso e poi nasconde la mano oggi "incarta" ancora più la vicenda con una sentenza della Corte dei Conti tecnicamente arrivata fuori tempo, ovvero in assenza delle motivazioni che hanno mandato assolti gli operai e che sicuramente intricherà di più la vicenda.
Ancora non è stata pubblicata la motivazione della sentenza ma mettendo le mani avanti Omoboni si tutela e ha deciso di farla pagare in tutti i sensi agli operai anche contabilizzando uno ad uno ogni caffè o merenda presa in orario di lavoro. Come se i 10 minuti di un caffè valessero più della gogna a cui sono stati sottoposti inutilmente per anni.
Il comune chiede ai dipendenti assolti il danno erariale ma perché?
Forse per mettere le mani avanti sapendo che il danno che dovrà risarcire per tutta la vicenda sarà altissimo e rischierà di far saltare le casse del comune?
Ma questo danno che ricadrà comunque sui borghigiani aumenterà grazie all'ulteriore procedimento giudiziario.
Perché, e lo ripeteremo fino allo sfinimento, devono pagare solo gli operai quando anche i loro superiori in dibattimento hanno sottolineato che si sono solo attenuti agli ordini ricevuti?
La sensazione è che mescolare il processo penale con quello civile serva solo a rimandare negli anni la chiusura della vicenda. Tutti conosciamo i tempi della giustizia ordinaria e fra una decina di anni sicuramente gli operai saranno ancora nell'occhio del ciclone mentre Omoboni sarà sicuramente altrove.












