Borgo San Lorenzo

Cinque Stelle: ‘Unione dei comuni, i perchè di una scelta sbagliata’

Dicomano. M5S presenta la lista con Aldo Nuzzo sindaco

Nuova nota del gruppo Cinque Stelle di Borgo San Lorenzo, che sostiene il candidato Matteo Gozzi in vista delle elezioni amministrative. Ecco quanto riceviamo e pubblichiamo:

“Il Mugello deve recuperare valore politico, unità di intenti e di obiettivi e lavorare con la visione strategica del Comune unico, antidoto alla politica del localismo che negli anni ha facilitato la frammentazione del sistema amministrativo, oggi non più sostenibile sia politicamente che economicamente”. Leggendo l’incipit del comunicato dei candidati sindaci del centrosinistra mugellano, che sembra tratto dal programma del Movimento 5 Stelle, siamo trasecolati, abbiamo pensato ad un’improvvisa conversione del centrosinistra alle logiche e pratiche della buona gestione politica ed amministrativa. Illusione durata poco perchè il periodo successivo già parlava di Unione Montana dei Comuni del Mugello: peccato, un’altra occasione perduta per venire incontro ad esigenze ormai espresse apertamente dai cittadini e dalle organizzazioni economiche locali. Premesso che la suddivisione del Mugello in 9 Comuni è ormai anacronistica ed insostenibile, la diatriba fra Comune Unico e Unione dei Comuni non è certo solo grammaticale: essa contrappone due visioni diverse della gestione politica di un territorio. Il Comune Unico, essendo elettivo ed unitario, porta automaticamente con sé concetti di democrazia e partecipazione, trasparenza, responsabilità per le scelte politiche amministrative, sinergie, economie per i costi politici ed amministrativi. L’Unione dei Comuni al contrario non elimina la frammentazione politica ed i relativi costi (rimangono 9 sindaci, 9 giunte, 9 consigli, 9 apparati organizzativi) ma è un poltronificio che porta con sé un’organizzazione pletorica che replica pari pari quella dei comuni e che, per quanto non retribuita, comporta appesantimento burocratico e lentezze; i suoi organi sono nominati di fatto dai partiti ed è quindi un ulteriore passo verso l’allontanamento dai cittadini delle stanze dove vengono prese le decisioni che riguardano la loro vita; porta ad uno svuotamento del ruolo politico ed amministrativo dell’ente comunale che si limita a svolgere funzioni di esattore presso i cittadini per poi trasferire le risorse a questa entità sotto forma di trasferimenti; rende opaca la gestione delle risorse pubbliche che escono dal bilancio comunale (visibile e valutabile dai cittadini elettori in termini di costi/benefici) per entrare in quello di enti non eletti ma gestiti da “nominati”, in cui la commistione di risorse provenienti da vari comuni rende impossibile capire quali e quanti servizi sono resi sul territorio e a quale costo; ha una struttura amministrativa e logistica che necessariamente comporta costi aggiuntivi rispetto a quelli già sostenuti dai Comuni e comunque distrae risorse umane e materiali dai compiti istituzionali. L’Unione dei Comuni è anche diretta discendente della Comunità Montana, ente inutile per eccellenza, brilla a sua volta per inefficienza (come dimostra la vicenda ormai ridicola della gestione associata della polizia municipale) ed è addirittura snobbata anche dai suoi membri visto che le assemblee vanno spesso deserte. E’ utile al massimo per la gestione di servizi amministrativi e tecnici per i quali sarebbe però preferibile il ricorso a più snelle società di servizi o ad accordi diretti fra comuni che sfruttino le risorse esistenti. E’ difficile apparentemente capire perché il centrosinistra si stia avvitando in Mugello su una scelta complessa e cervellotica, che contraddice quanto sta invece sostenendo in Valdisieve (dove la loro candidata Monica Marini si è espressa a favore della fusione Pontassieve-Pelago-Rufina) o quanto addirittura fatto lo scorso anno con la fusione fra Scarperia e San Piero (ma qui la drammatica vicenda degli espropri di Pianvallico spiega molte cose). La spiegazione sta probabilmente nelle difficoltà del PD mugellano nel gestire una situazione elettorale in cui dà ormai per scontato di perdere qualche comune, primo fra tutti Borgo San Lorenzo dove il sindaco per forza di cose non sarà espressione dei Democratici dato che il centrosinistra candida un Socialista, e pensa di recuperare ruolo e forza commissariando i Comuni “ribelli”, alla faccia della democrazia che dovrebbe ispirare sin dal nome questo partito. Il Movimento 5 Stelle è ovviamente contrario all’Unione dei Comuni e svilupperà sin da dopo le elezioni una forte iniziativa politica per il Comune Unico, anche nei confronti dei corpi sociali che ormai lo chiedono a gran voce. Esclude sin da ora, nei comuni in cui sarà chiamato a governare, di delegare all’Unione funzioni cruciali di programmazione e gestione quali l’urbanistica, la fiscalità locale, la politica di bilancio, gli appalti, la gestione organizzativa del personale, l’ambiente e tutti gli altri temi che attengono alla gestione delle risorse del territorio, per le quali sono invece prioritari la trasparenza e la partecipazione dei cittadini. Sulla sanità si riserva di valutare quali saranno le proposte della Regione a seguito dello scioglimento per legge delle Società della Salute, altro ente di secondo livello che brilla per opacità e costi di gestione. Il 25 maggio è un giorno di svolta per il Mugello: il Movimento 5 Stelle è sempre più un’alternativa di governo credibile ed affidabile al posto delle forze politiche che hanno creato lo sfascio attuale.

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