L’hanno presentata, in forma congiunta, i gruppi consiliari di Scarperia e San Piero Liberamente a Sinistra e Cinque Stelle. Vi si legge che l’unica strada rimasta per ottenere il risarcimento per i danni sarebbe la causa civile e si chiede quindi al Comune se intenda percorrerla. Ecco il testo dell’interrogazione:
- Visto che il processo per danni ambientali per il passaggio dell’Alta Velocità si è diviso in più tronconi: per inquinamento dei fiumi, per sottrazione dell’acqua, per le discariche di terre di scavo, per il traffico rifiuti.
- Considerato che non avendo avuto precedenti per il processo di furto d’acqua, il giudice incaricato ha ritenuto opportuno far giudicare il reato dalla Corte Costituzionale
- Considerato anche che, la Corte Costituzionale si è espressa affermando che il furto d’acqua ammette la sanzione amministrativa escludendo la pena per reato e che l’unica strada percorribile per avere riconosciuti i danni per il mancato flusso vitale del torrente Carza, è quella di intraprendere una causa civile
- Ritenuto che l’acqua è considerata un bene pubblico e il danno per la sottrazione di questa può richiederlo soltanto un ente pubblico
- Dato che, nel processo per i danni della TAV, non era stata considerata la totalità dell’impatto dei lavori sul torrente Carza che, all’epoca delle rilevazioni, non era visibile (a vista), in quanto artificialmente falsato e mitigato dai rilanci della galleria di Vaglia, ma bene a conoscenza degli addetti ai lavori
- Visto che oltre 1.000 cittadini si sono espressi firmando un appello per il ripristino dell’acqua nel torrente Carza promosso dal Comitato Carzaviva
- Ritenuto inoltre che il Sindaco di San Piero a Sieve Marco Semplici aveva preso in consegna le firme dal Comitato
- Rilevato che fra il Comitato Carzaviva e il Comune di San Piero a Sieve rappresentato da il Sindaco Semplici e dall’Assessore Calamai, era avvenuto un incontro con la Regione e precisamente con la segreteria dell’Assessorato all’Ambiente in data 16 /05/2013
- Rilevato anche che, in quell’incontro, fu concordato che appena si fosse risolto il ricorso fra la Regione ed il Ministero dell’Ambiente sul Addendum, si sarebbe proceduto, a secondo dell’esito del ricorso, a dare all’impatto del torrente Carza la sua importanza e a valutare la possibilità della Regione per muoversi con il Comune di San Piero a Sieve intraprendendo la causa civile
Siamo a chiedere, mediante risposta scritta: Se il Comune di Scarperia e San Piero intenda percorrere la strada della causa civile, in quanto a lui possibile perché partecipe del processo suddetto per l’impatto ambientale subito dal torrente Carza
- Una valutazione scritta e condivisa con il Consiglio Comunale da parte dell’Avvocato Bevacqua, che seguiva i comuni del Mugello in quel processo, sull’iter da intraprendere
- I tempi entro i quali la Giunta intenda attivarsi descritti in un crono programma, al fine di evitare la prescrizione che sarebbe per fine 2015 e che chiuderebbe in maniera definitiva, la possibilità di richiesta danni anche in causa civile
- Per quali motivi non ci si sia attivati presso la Regione Toscana a far attuare il progetto dell’OAL, depositato in UMCM nel IV trimestre 2011, dove prevedendo una spesa modesta, si potrebbe intanto risolvere in parte il problema del Carza .
Gruppo Consiliare LiberaMente a Sinistra Tatiana Bertini Gruppo consiliare M5s Viviana Rossi












