Scarperia e San Piero

Caso Stefan: Psicosi ingiustificata a Scarperia

Caso Stefan: Psicosi ingiustificata a Scarperia

Dalla giornata di ieri si sta registrando un vero e proprio ‘assalto’ agli uffici del “Cash & Carry” Stefan a Scarperia, in seguito alla diffusione di una ‘voce’ sul presunto fallimento della Società Stefan, le cui ripercussioni si potrebbero far sentire anche su tutti coloro che hanno sottoscritto la tessera socio della cooperativa che gestisce il “Cash & Carry”.

Il ‘panico’ da fallimento avrebbe visto una lunga fila di persone recarsi nei suddetti uffici per riconsegnare la tessera per paura di essere coinvolti nell’eventuale fallimento della società, anche a causa della falsa notizia di una multa di mille euro per coloro che non avessero riconsegnato la tessera nei giusti tempi. Tra la moltitudine di persone in coda alle sedi Stefan, non solo di Scarperia ma anche di Borgo e addirittura di Prato, non sono mancati casi di ‘irrazionale nervosismo’ allo stato puro, tanto che ormai si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine, con la Compagnia dei Carabinieri di Borgo San Lorenzo, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale che sono tuttora impegnate nel presidio dei già citati supermercati al fine di evitare di accrescere ulteriormente la psicosi da fallimento e cercare di fornire le adeguate informazioni.

Infatti, la notizia che possessori di una tessera socio possano avere ripercussioni economiche dall’eventuale fallimento è del tutto infondata, benché non risulti difficile immaginare come tale notizia possa essersi divulgata, probabilmente a partire dall’agitazione sindacale dei dipendenti Stefan che da alcune settimane lamentano il ritardo nei pagamenti degli stipendi e dallo stesso comunicato dell’azienda che nei mesi scorsi ha registrato un calo delle vendite pari al 10-15%.

Ma tra questi dati oggettivi e le voci che hanno scaturito il panico generale, di strada ce ne corre, per questo la direzione del supermercato, in sinergia con le forze dell’ordine, consigliano a tutti i soci di non allarmarsi ulteriormente e di non accalcarsi agli sportelli, in attesa che la società fornisca tutte le informazioni del caso. Anche il presidente di Federconsumatori Mugello, Giuseppe Notaro, ha dichiarato la mancanza di fondamento della notizia e invitato tutti i possessori della tessera inquisita a tranquillizzarsi.

Del resto, anche nel caso di un vero fallimento, soltanto coloro che hanno acquisito quote azionarie della società avrebbero da rimetterci qualcosa…

Casi come questo, purtroppo, non sono altro che la conseguenza dell’insicurezza e dell’instabilità che si vivono in questi difficili tempi di crisi, ma ciò nonostante è sempre bene rendersi conto che l’allarmismo può essere molto più pericoloso dei rischi che paventa, perché spesso rischia di creare esso stesso serie e tangibili ripercussioni sull’economia locale, sui lavoratori e, ovviamente, in questo caso, anche sul gruppo in questione.

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