Il caso vuole che in occasione del passaggio della gara podistica della 100 km, si svolga la conferenza dibattito dedicata a Campana e Rimbaud, due poeti che furono instancabili camminatori. L’evento, organizzato dal Centro Studi Campaniani di Marradi in collaborazione con il Centro d’Arte Modigliani di Scandicci dal titolo “Campana e Rimbaud, due poeti che aprono alla modernità” si terrà sabato 26 maggio ore 16 nella sede del Centro Studi Campaniani di Marradi, via Castelnaudary 5, ed è patrocinato dal Comune di Marradi, dal Comune di Scandicci e dall’Associazione “Amici di Lanfranco Raparo”. Nonostante i differenti luoghi e tempi di nascita, Rimbaud (Francia, Charleville , 1854) e Campana (Italia, Marradi, 1885) sono accumunati da un carattere inquieto e smanioso, da un destino di eterni ribelli contro il conformismo borghese e dall’essere stati preda per tutta la vita del demone dello spostamento, del viaggio tanto che Rimbaud fu definito da Paul Verlaine “l’uomo dalle suole di vento” e Campana “l’ultimo dei nomadi della nostra letteratura “ da Enrico Falqui. Il viaggio è per entrambi un grande itinerario esistenziale, un percorso spirituale di conoscenza alla ricerca di un mondo incontaminato pervaso di colori e musica nel quale la poesia è il solo strumento materiale per raggiungere un contatto con la natura primigenia, con la purezza originale. Da qui la necessità di inventare un linguaggio nuovo, una prosodia diversa, un ritmo inconsueto ed anche il tentativo di fare coincidere vita e poesia. Il rifiuto della vecchia Europa, di una civiltà appiattita portano Rimbaud in Africa e inducono Campana ad una fuga in Argentina. Il programma della conferenza dibattito su “Campana e Rimbaud, due poeti che aprono alla modernità” prevede: intervento di Mirna Gentilini, Presidente del Centro Studi Campaniani e di Roberto Cellini, Presidente del Centro d’arte Modigliani; letture di Chiara Benedetti e Maurizio Paganini. Conclude l’evento Marcello Donatini che alla fisarmonica esegue tanghi per ricordare il 110° anniversario del viaggio di Campana in Argentina. A ritmo di tango, “il pensiero che si canta” per Rimbaud, imparato nei bassifondi di Buenos Aires, il poeta degli “Orfici” scrive : “… In una taverna caffè chantant /D’America: la rossa velocità/Di luci funambola che tanga/spagnola cinerina/isterica in tango di luci si disfà… “ . (“Fantasia su un quadro d’Ardengo Soffici”)
Campana e Rimbaud, due poeti dalle “suole di vento” che aprono alla modernità.












