Barberino di Mugello

Cafaggiolo, il “maxi progetto” svanisce dopo 16 anni: Fratelli d’Italia attacca le amministrazioni locali

La capogruppo Silvia Castellani presenta un'interrogazione urgente: «Persi 170 milioni di investimenti e centinaia di posti di lavoro. Una sconfitta politica

Cafaggiolo. Foto di repertorio

Quello che doveva essere il volano della rinascita economica e turistica del Mugello sembra essersi trasformato in un’occasione sprecata. Dopo sedici anni di attese, l’ambizioso piano di riqualificazione dell’area di Cafaggiolo, facente capo all’imprenditore Alfredo Lowenstein, è giunto a un definitivo ridimensionamento. La denuncia arriva da Silvia Castellani, capogruppo di "Centrodestra per il Mugello – Fratelli d’Italia", che ha presentato un’interpellanza urgente rivolta al Presidente e alla Giunta dell’Unione dei Comuni.

Un sogno da 170 milioni di euro

La vicenda ha inizio nel 2009 con l’acquisizione della Villa Medicea. Il progetto originario era imponente: un investimento stimato in circa 170 milioni di euro per la creazione di un polo turistico di lusso internazionale con centinaia di camere, centri congressi e impianti per lo sport equestre. Il piano includeva anche opere infrastrutturali strategiche, come una variante alla SR65 e l’ipotesi di una fermata dell’Alta Velocità ferroviaria.

«Tale progetto avrebbe rappresentato un volano occupazionale straordinario per la nostra vallata, generando centinaia di posti di lavoro diretti e un significativo indotto per le imprese locali» sottolinea Castellani nel documento.

Il labirinto burocratico

Secondo l’esponente del centrodestra, il percorso si è arenato in un «dedalo di passaggi» burocratici tra i comuni di Barberino di Mugello e Scarperia e San Piero, oltre agli enti sovracomunali. Le varianti urbanistiche approvate nel 2020 sarebbero ormai giunte a scadenza, determinando la decadenza del progetto nella sua impostazione originale. Oggi, l'esito finale appare drasticamente ridotto: gli interventi sembrano ora orientati prevalentemente al recupero agricolo e al consolidamento degli edifici esistenti. Sebbene resti il valore del riconoscimento UNESCO della Villa, il rischio segnalato è che il sito diventi una «cattedrale nel deserto», priva di servizi di accoglienza adeguati al suo prestigio.

L'affondo politico

Per Fratelli d’Italia, il fallimento dell'iniziativa è una «sconfitta politica» che getta ombre sulla capacità delle amministrazioni locali di gestire grandi investimenti. Castellani critica aspramente la visione di alcune forze di maggioranza, parlando di un danno incalcolabile per un territorio che necessita di sviluppo e non di «decrescita felice».

L’interrogazione punta a fare chiarezza su diversi punti caldi:

  • Le cause del fallimento: Quali ostacoli burocratici o politici hanno portato a dilapidare questa opportunità?
  • Il danno economico: Esiste una stima dei posti di lavoro e dell'indotto perduti?
  • ​​​​​​​Infrastrutture: Che fine faranno la variante alla viabilità e il progetto della fermata TAV?
  • ​​​​​​​Credibilità internazionale: Quale strategia verrà messa in campo per dimostrare che il Mugello non è un territorio ostile ai grandi investitori?

L'atto ispettivo, datato 21 dicembre 2025, chiede risposte certe sul futuro di un'area che, dopo oltre tre lustri di promesse, attende ancora di conoscere il proprio destino.

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