Abbiamo scelto di rilanciare un’accorata lettera aperta, pubblicata su facebook da una coppia di genitori del Mugello. Amareggiati per aver dovuto cambiare scuola alla loro bambina che subiva continui atti di bullismo, proposte oscene e commenti irriverenti sul colore della sua pelle da parte dei compagni. Per il momento non importa qui dire quale fosse la scuola in oggetto e quale il Comune. I protagonisti (ed i loro conoscenti diretti) avranno sicuramente capito di quale espisodio stiamo parlando. Ci interessa invece sollevare una discussione tra i genitori dei ragazzi mugellani. Capire come e perché queste cose accadano ed avere delle risposte dalle istituzioni:
Siamo i genitori di xxxx, xxxx e xxxxxxx, sentiamo il dovere di rendere pubblico quanto a noi successo, per denunciare un fatto estremamente grave, che interessa in primis l’istituzione scuola, ma anche il paese in quanto si parla di individui facenti parte della comunità.
Ci siamo visti costretti a cambiare scuola a nostra figlia, che frequenta la terza media. Ha dovuto lasciare la scuola del comune in cui è residente per trasferirsi ad anno già iniziato in un’altra scuola pubblica (non abbiamo scelto una nicchia di scuola privata, anche se la tentazione era grande, visto quello che ci aveva offerto una scuola pubblica, ma ancora credendo che ci possono essere anche scuole pubbliche in cui si lavora creando integrazione, solidarietà, rispetto tra i ragazzi che sono i futuri adulti) con tutte le difficoltà emotive, psicologiche e logistiche che abbiamo e dobbiamo affrontare per risolvere una situazione che andava avanti già dal primo anno della scuola secondaria.
Situazione denunciata al dirigente scolastico e ai vari professori più volte, affrontata coinvolgendo anche la psicologa del centro di ascolto, con impegno da parte nostra come genitori, ma il risultato è stato quello di dover allontanare nostra figlia, perchè la situazione all’interno della scuola è andata sempre peggiorando.
Nostra figlia è stata sottoposta a una continua persecuzione e pressione psicologica da parte di alcuni ragazzi, con continue richieste oscene, minacce e apprezzamenti scurrili e volgari sul suo essere donna e sul suo colore della pelle. Da questo fatto è scaturito dolore e un difficile recupero della ragazza, perchè cambiando scuola non si fugge dal problema, ma si continua ad affrontare giornalmente il problema.
Abbiamo allontanato nostra figlia prima che il problema degenerasse in una situazione difficilmente recuperabile. Abbiamo richiesto anche l’aiuto e il sostegno della psicologa Dott.ssa Mingione per continuare a sostenere nostra figlia. Riteniamo che il fatto grave sia considerare questi fatti solo delle ragazzate, ragazzate che ci sono sempre state e fanno parte della crescita, ma che un tempo gli adulti riuscivano a contenere e a farle rientrare.
Da questo fatto emerge che ” noi adulti – genitori a casa e insegnanti a scuola non abbiamo più gli strumenti necessari per svolgere il nostro compito più importante, quello di educare, intendendo per educare far emergere dai ragazzi la parte migliore di loro stessi, insegnando loro i valori sociali importanti per farli cittadini consapevoli, felici e rispettosi di se stessi e degli altri.
La società è sempre più eterogenea e complessa, le informazioni-disinformazioni sempre più numerose, i ragazzi in un momento così delicato della loro crescita, hanno un’estrema necessità di adulti che li accompagnino e li aiutino a capire, a contenere e a soddisfare le loro curiosità, affrontare i loro problemi e diano una risposta chiara ai lorocomportamenti provocatori e di sfida , solo così possono capire dove sbagliano, dove possono arrivare, dove devono cambiare……….
Noi pensiamo che la scuola dell’obbligo oltre a trasmettere la didattica abbia ancora il dovere di svolgere il compito di insegnare il rispetto, l’integrazione, la solidarietà, la pace, l’amore, tutti valori importanti per costruire una società di pace. Noi pensiamo che mandare a scuola i nostri figli sia per il loro bene, e nel momento in cui entrano nelle mura dell’ambiente scolastico li affidiamo a degli adulti che si prendono cura di loro e dobbiamo essere tranquilli che questo accada. Non possiamo pensare che i nostri figli vengano continuamente bersagliati e bistrattati, possano far uso di droga, possano essere sottoposti ad atti di bullismo.
Sono in un’età di formazione, si forma il loro carattere, il loro diventare adulti, il loro approcciarsi al mondo esterno e noi adulti, ripeto, abbiamo il dovere (è il nostro dovere più importante!!!) di aiutarli, star loro vicini , accompagnarli. Far finta di niente, sottovalutare il problema ècriminale!!!!!Ci è stato detto di avere fatto una cosa avventata, di non avere comunicato……..non esiste peggior sordo di chi non vuole ascoltare!!!!Ci è stato detto “non esiste una scuola perfetta!!!” noi rispondiamo che non esiste neppure un genitore perfetto, ma un buon genitore si mette in discussione giornalmente e cerca di capire cerca di trovare metodi sempre nuovi per svolgere nel miglior modo possibile il suo compito.
Noi speriamo che da questa esperienza (che non è la prima in questo istituto, di casi di trasferimento per motivi simili a quelli successi a nostra figlia), nasca una riflessione, una messa in discussione, sia motivo di autocritica e di trasformazione perchè fatti come questi non si ripetano più. Ma che non siamo solo parole, ma che sia un agire. Si fanno più danni lasciando andare il problema senza prendere posizioni, e facendo finta che non esista o che è così e non si può cambiare, che agendo e sbagliando!!!!!Ci aspettiamo perciò, perchè non accadano altre situazioni simili a quelle successe a nostra figlia, che il dirigente scolastico e i professori si adoperino per far si che ci sia una risposta concreta a questi fatti e non solo parole che lasciano sempre il tempo che trovano e si perdono al vento. E’ questo che serve ai nostri ragazzi, adulti che si prendono le loro responsabilità e siano di esempio.Fare il genitore, fare l’insegnante sono missioni! E chi fa il missionario lo fa con amore e passione e non chiude mai gli occhi ma è sempre vigile e attento a intervenire e dare il suo aiuto.












