Borgo San Lorenzo

Brividi in s. Omobono per Vivaldi e Haendel

Brividi in s. Omobono per Vivaldi e Haendel

Borgo S. Lorenzo, sabato 18 aprile. Chiesa di S. Omobono piena per un Gianni Mini superstar. Gianni, musicista poliedrico, cantante, direttore di una miriade di cori e orchestre di cui forse anche lui ha perso il conto, ha eseguito lo Stabat mater di Antonio Vivaldi (1678-1741) per contralto, archi e basso continuo, esibendosi in uno dei suoi ruoli più congeniali, quello di contratenore o contraltista. Si tratta di un registro vocale maschile molto alto, sopra a quello di tenore, oggi desueto ma abbastanza comune all’epoca del prete rosso, e nel quale Gianni ha ben pochi rivali. Lo ha sostenuto fattivamente Lorenzo Pampaloni al clavicembalo, per questa versione unico supporto strumentale. Lo Stabat Mater, preghiera profana attribuita a Jacopone da Todi, è stato musicato anche più volte da una quantità sterminata di musicisti più o meno famosi, da Palestrina a Pergolesi, a Bononcini, a Rossini e Verdi fino a Poulenc, ed è tuttora fonte d’ispirazione per i compositori contemporanei. Quello eseguito sabato, ammettiamolo, non si può annoverare tra i capolavori di Vivaldi. Solo che il musicista veneziano aveva la caratteristica non molto diffusa di essere un genio, e anche le sue opere minori sono sempre, in qualche modo, intrise di questa genialità. Purché chi le esegue abbia la capacità di trasmetterla agli ascoltatori. Gianni e Lorenzo ci sono riusciti alla grande con una esecuzione da brividi. Complice l’acustica straordinaria, grazie alla quale voce e cembalo risuonavano in modo quasi magico per ogni angolo della chiesa. Complice il Teatro Idea guidato da Vieri Chini, che si è inserito tra i brani per leggere Donna de Paradiso, altra lauda di Jacopone da Todi. La serata è stata completata dall’esecuzione di alcuni brani dal Messiah di G. F. Haendel (1685-1759). Il Capriccio Armonico, diretto da (indovinate) Gianni Mini e sempre con Lorenzo Pampaloni al cembalo ha dato una interpretazione altrettanto sentita e impeccabile di una selezione di splendidi cori tratti da uno degli oratori più celebri della storia della musica, concludendolo con il celebre Alleluja di cui è stato concesso il bis. Il Teatro Idea ha integrato con la traduzione dei testi inglesi. Al termine Marilisa Cantini, alla cui instancabilità tutti gli intervenuti sono debitori per questa serata, ha ringraziato Don Maurizio Tagliaferri, pievano di Borgo, e ha aggiornato (o meglio ha invitato ad andare a vedere) sullo stato della ricostruzione dell’Organo di Faltona nella Chiesa del SS. Crocifisso, a favore della quale il notevole incasso dello spettacolo è stato devoluto. La prossima fatica cui Marilisa partecipa è la serie di eventi a Villa Pecori Giraldi, inerenti la partecipazione italiana alla Grande Guerra, di cui sta per ricorrere il centenario, e che avranno luogo a partire dal prossimo 21 maggio.

Paolo Marini

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