Bosco ai Frati, un lembo di terra fra i più belli del Mugello; circondato da boschi e prati, dove il silenzio, la pace, la serenità e una profonda cristianità, fra arte e fede, sono stati i pilastri di questo luogo, molto probabilmente fondato dagli Ubaldini nel VI secolo, divenuto poi il cenobio dei Basiliani (XI secolo); successivamente, fino al 1206 fu occupato da alcuni eremiti e quindi donato, insieme a gran parte del Bosco a San Francesco di Assisi (i Francescani entrarono in questo convento nel 1212).
Qui vissero, fra gli altri, il Venerabile Giovanni da Perugia detto lo Scalzo, Vicario Generale al tempo di San Francesco, il padre Benedetto da Gavorraccio e non per ultimo quella grande figura di San Bonaventura da Bagnoregio.
Nel 1349 il convento fu quasi del tutto abbandonato a causa della peste e rifiorì solo nel 1420, quando Cosimo il Vecchio, dopo averlo comprato, lo ricostruì; fece ampliare il refettorio, erigere il campanile, il chiostro, la sagrestia, la cisterna e il loggiato, quest’ultimo su progetto di Michelozzo, il quale modificò la chiesa di San Bonaventura, compresa nel convento, dotandola di un portico a colonne all’esterno; invece all’interno, abbellì l’ unica navata con delle volte a crociera ed ampliò il coro poligonale.


Anteposto a questo si trova un dossale di legno del Seicento, con intarsi in oro, recante l’arme dei Medici. Nel 1427, con bolla di Papa Martino V, fu abitato da religiosi; nel 1430 circa il Granduca Cosimo I dè Medici allestì una biblioteca con molti volumi pregiati. Al 1450-1452 risaliva la pala d’ altare di Beato Angelico, oggi nel Museo di San Marco. Nel 1542 un terremoto provocò gravi danni al convento, soprattutto al campanile. La storia sarebbe troppo lunga ma ci fermiamo qui dove è citato proprio il campanile.
Infatti la congregazione dei frati francescani dell’Immacolata che reggono le sorti del Bosco ai Frati, da circa tre anni, riportando quel silenzio e quella pace che il Bosco si porta sulle spalle da tredici secoli, hanno distribuito un volantino che riportiamo integralmente: “ Grazie alla generosità di voi benefattori ed amici del convento di San Bonaventura di Bosco ai Frati, è stata raccolta praticamente la cifra per il lavoro di riattivazione delle campane in sicurezza. L’intervento è stato svolto in settimana.
Grazie ai nuovi martelletti ed impianto elettrico ora….le campane già risuonano! Grazie! L’Immacolata ricompensi con la sua bontà tutti i benefattori e gli amici del Bosco ai Frati.
I Frati francescani dell’Immacolata “. Domenica scorsa in una splendida mattinata di sole molte persone riascoltavano i rintocchi delle campane con lo sguardo rivolto verso la cella della torre campanaria. Un tripudio di rintocchi inondavano il Bosco e quella splendido territorio ancora intatto, ancora incontaminato e ben tenuto. (Aldo Giovannini)
Immagine ravvicinata della torre campanaria della Chiesa del Convento mediceo del Bosco ai Frati.
Particolare della Chiesa e del Convento mediceo del Bosco ai Frati
(Foto A.Giovannini)












