Borgo San Lorenzo

Studio Auxilium. Quali sono le attese e come evitarle. Approfondimento dopo una lettera

Dopo una lettera in redazione noi abbiamo scelto di cercare di dare un servizio ulteriore alla semplice pubblicazione. E approfondire la questione. Ecco cosa abbiamo 'scoperto' grazie a Stefano Chivetti

Persone in attesa questa estate allo Studio Auxilium. Foto di repertorio

Anche noi di OK!Mugello ieri abbiamo ricevuto una lettera in redazione, che trovate qui sotto. Una cittadina che lamentava di aver dovuto attendere fuori dallo studio Auxilium il suo turno per il prelievo. Questa volta, visto il tema delicato che riguarda molti cittadini, prima di pubblicare noi di OK!Mugello abbiamo deciso di approfondire la cosa con Stefano Chivetti, presidente dello Studio Auxilium Chivetti ci ha spiegato che i tempi di attesa tra l'accettazione ed il prelievo sono (certificati) di pochi minuti. Ma allora, chiediamo, come è possibile che questa lettrice abbia dovuto attendere fuori al freddo quando ancora non era giorno?

Qui si è aperto un capitolo interessante, che merita di essere conosciuto dai cittadini per evotare incomprensioni e inutili disagi (e cercare di dare quindi un servizio di informazione ai lettori). Chivetti ci ha spiegato che prima delle 8 l'accesso è riservato alle cosiddette "Urgenze" ovvero a tutte quelle richieste che per varie ragioni necessitano di un percorso prioritario, senzxa accedere al sistema di prenotazione Zerocode.

Purtroppo, in questa fascia accedono ancora molte persone in possesso di richieste che non rientrerebbero nella suddetta categoria bensì, richieste "rosse" inopportunamente rilasciate senza i requisiti dell'urgenza che deve essere appositamente indicata sulla richiesta da parte del medico prescrittore.

E in questo caso il problema coinvolgerebbe anche i medici, chiamati a compilare correttamente le richieste, e a farlo su supporto elettronico. Insomma, per ridurre le attese (importante soprattutto in inverno) sarebbe necessaria anche una migliore comunicazione tra medici e struttura, in modo che le persone si presentino all'ora corretta e non con troppo anticipo (quando spesso non possono ancora essere 'accettate' e devono quindi attendere fuori).

La gestione quindi delle prescrizioni in tale fascia oraria e con tale caratteristica (dell'urgenza) può generare code ed attese in quanto il numero di persone che accedono in tale fascia oraria è totalmente imprevedibile.

Va anche evidenziato che ad oggi sono state completamente eliminate le liste di attesa tanto che un cittadino può prenotare anche la mattina stessa per il prelievo. Questo contrariamente a quando il servizio era in ospedale dove esistevano dei tempi medi di attesa di 14 giorni. Non è quindi necessario ricorrere a "richieste rosse" improprie perchè nell'interesse del cittadino, è più utile prenotare il prelievo sul sistema zerocode e fare una attesa media di 6 minuti.

Non è quindi necessario presentarsi prima dell'alba, con il "freddo e il gelo" bensì 5 minuti prima della prenotazione per non attendere oltre come ormai la stragande maggioranza delle persone sta facendo, con apprezzamento del servizio.

Il tema è interessante, e siccome secondo quanto ci viene riportato ci sarebbero anche testimonianze in favore di questo sistema, saremmo lieti di raccoglierle per sviluppare davvero un dibattito costruttivo che coinvolga tutti gli attori del sistema e ci accompagni per i prossimi mesi o anni (almeno fino a quando non saranno terminati i lavori previsti all'ospedale; ragione per la quale i prelievi sono stati spostati).

Qui sotto la lettera da cui tutto è partito:

Dentile direttore
Sono una cittadina di Vicchio che stamattina, per contingenze straordinarie e su richiesta del mio medico di famiglia, sono andata a farmi un prelievo all’Auxilium di Borgo San Lorenzo. Era la prima volta in quanto mi sono sempre recata al locale ambulatorio della Asl con piena soddisfazione sia per le competenze specifiche che per l'accoglienza. Insomma, per farla breve ho dovuto restare in piedi all'addiaccio e al buio, all'esterno della struttura, sotto una sorta di pensilina ventosa, insieme ad altri signori anziani più di me e signore incinta. Solo dopo le mie educate rimostranze qualcuno si è degnato di mettere fuori delle sedie dicendomi comunque che anche all'ospedale stavamo sotto un tendone. E che razza di risposta sarebbe questa?! Se un servizio viene esternalizzato per più ragioni, non tutte magari condivisibili, io struttura “esternalizzante” mi devo preoccupare in primis di offrire alla cittadinanza un servizio migliore del precedente o no?! Inoltre, una volta conquistato il privilegio di entrare nella struttura prelievi la sala di attesa è un salottino neanche lontanamente adeguato alle esigenze della popolazione che quindi sarà destinata ad attendere all'esterno, alle intemperie e al freddo, anche senza il Covid che talvolta sembra il perfetto alibi per mascherare le più stupide nefandezze.

Saluti
Vilma Chillari

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