Aggiornamento delle 18 – In una nota delle forze dell’ordine si legge che per questa brutta vicenda i Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo hanno deferito in stato di libertà con l’accusa dei reati di lesioni personali aggravate, in concorso, e omessa custodia e mal governo di animali H.A., dell’Etiopia, classe ’95, I.P., rumeno, classe ’94, L.K., lucano, classe ’01, tutti abitanti a Borgo San Lorenzo.
Sabato sera un ragazzo di 25 anni in Piazza Dante a Borgo è stato aggredito e malmenato da tre giovani ragazzi e dal loro cane (che, senza guinzaglio, aveva aggredito il suo cane). Per fortuna sono intervenute alcune persone, tra cui prima un carabiniere libero dal servizio, che lo hanno ‘salvato’ dall’aggressione, rimediando però anche loro dei morsi. E ora dice: ‘Ho avuto paura di morire’. Ma ecco la sua lettera al sindaco:
Il mio nome è Mattia Nannini. Ho 25 anni, 26 tra quattro giorni, e sono cittadino di Borgo San Lorenzo da oltre un anno. Vorrei poterle scrivere per qualsiasi altro motivo. Vorrei poter dire che a Borgo San Lorenzo sto vivendo la mia vita in tranquillità, lontano dal caos fiorentino, dall’inquinamento, da situazioni come quella in cui sono adesso.
Vorrei poterle fare i complimenti.
Ma non posso. Davvero non posso.
E perché tutto questo? Perché in quanto cittadino di questo bel comune nel Mugello, non posso neanche uscire di casa senza avere paura. Paura di perdere qualcosa. Paura di farmi male. Paura di morire. E stavolta, c’è mancato poco.
Adoro Piazza Dante. È da quando ero bambino che mi è sempre piaciuto passeggiarci. Anche stasera ho pensato di farci un salto, insieme a Hanzo, il mio amico a quattro zampe.
Non avrei dovuto permettermi. Ci ho trovato una mia vecchia conoscenza. Non una piacevole. Un ragazzotto sui vent’anni e il suo, di amico a quattro zampe. Un bell’esemplare di Amstaff. Energico, aggressivo, sciolto.
Ci era già capitato un incontro spiacevole, verso il ponte della ferrovia di Rimorelli, su Viale Kennedy. Il suo cane, quella volta come questa, era sciolto e ha aggredito il mio. Da allora, tutte le volte che l’ho incontrato (non so neanche come si chiama) gli ricordo di tenerlo al guinzaglio.
Non perché voglia fare il maestrino della situazione. Fare il maestrino mi fa schifo. È solo perché non riesco a sopportare l’idea che qualcosa o qualcuno possa portarmi via il cane. Anche stasera, però, mi sono ritrovato a fare il maestrino.
E di tutta risposta, il mio cane è stato aggredito di nuovo. Pensavo “non stavolta” e ho tirato un calcio all’altro per difendere Hanzo. Cosa che non è piaciuta al padrone e ai suoi amici. In tre hanno cominciato a colpirmi senza tregua, senza sosta finché non sono caduto a terra, lontano dal mio cane, nell’angolo della piazza più vicino al comune. Hanzo è scappato via (e menomale) quindi l’Amstaff ha avuto tutto il tempo di concentrarsi su di me.
Mi ha morso alla gamba, alla parte posteriore della coscia destra, e ha cominciato a strappare. In quella situazione, senza respiro, colpito alla testa e al corpo da tre aggressori contemporaneamente, col cane che mi squarciava la carne, mi sono sentito morire. Non ero pronto.
Dicono che ti passi tutta la vita davanti agli occhi in quella situazione. A me non è successo.
Tutto quello che sono riuscito a pensare è stato “Che modo stupido di morire. Ammazzato così, perché mi sono permesso di portare fuori il cane il sabato sera.” E sì, forse me la sono cercata, forse non avrei dovuto cercare di far rispettare la legge a qualcuno che della legge se ne frega altamente. Dopotutto, volevo solo stare tranquillo io e far stare tranquilli tutti i presenti.
Avevo paura. Non mi ero mai trovato in una situazione simile prima di allora, e ho cominciato a urlare con tutto il fiato che avevo in corpo. I soccorsi sono arrivati subito, e mi hanno salvato la vita.
Un signore sulla cinquantina, un giovane carabiniere e tutta la piazza si sono mossi per aiutarmi. I primi due sono stati azzannati anche loro, sempre dallo stesso cane. Dopo essere stato separato dai miei aggressori, questi hanno continuato ad attaccarmi. Il padrone dell’Amstaff lo ha anche alzato per il collare, minacciandomi “ora ti faccio mordere per davvero!”
Insomma, una tranquilla seratina nel centro dell’amabile Borgo. Ma cosa è diventata questa città? È possibile che non si possa neanche più uscire di casa e fare una cosa quotidiana e comune come portare fuori il cane? È possibile che questi soggetti rimangano sempre impuniti? È possibile che perché ho detto a qualcuno di legare il suo cane, peraltro già conosciuto come pericoloso e aggressivo, debba rischiare di morire a due passi da casa mia? No. Non so se lo è anche per lei.
So che non la pensiamo allo stesso modo per altre cose. Durante il primo lockdown, ho fortemente contestato la sua decisione di chiudere i parchi, l’unico posto per passeggiare e fare attività fisica in sicurezza, dove c’è più spazio per stare distanti. Quella era polemica. Questa è una richiesta d’aiuto.
Aiuto, signor Sindaco. La prego, mi aiuti.
A nome mio e a nome di tutti i cittadini di Borgo che per non fare brutti incontri devono prendere altre strade, chinare il capo e sperare che vada tutto bene.
Prenda dei provvedimenti giusti, severi, risolutivi. Riporti Borgo San Lorenzo, il cuore del Mugello, alla tranquillità.
Non voglio morire a casa mia.
Grazie.
Grazie davvero, di cuore.












