Borgo San Lorenzo

Fondi Pnrr. Pioggia di soldi o debito? L’intervento del consigliere Claudio Ticci

La ripartizione dei fondi del Pnrr, che ci viene indicata dal consigliere comunale Ticci

Il Consigliere Claudio Ticci, di Borgo San Lorenzo, ci invia questo suo intervento. Una amara riflessione (in controtendenza rispetto al generale entusiasmo) in merito ai finanziamenti del Pnrr:

Chiamiamolo con il suo vero nome PRESTITO o DEBITO altro che "pioggia di soldi".
Direbbe un mio caro amico scomparso "Facile fare i ricchi coi soldi degli altri". Graverà sui nostri figli/nipoti e sulle future generazioni ed è per questo che non ci vedo nessun entusiasmo.

Li reputo uno strumento propagandistico e politico fine all'immediato consenso perché, ad esempio, non risolvono i reali e quotidiani problemi dei cittadini di Borgo San Lorenzo e soprattutto delle sue Frazioni ormai lasciate a sè stesse. Possono dare un aiuto ma non direttamente.

Ma poi quando le opere saranno realizzate la loro manutenzione graverà sui già deficitari bilanci comunali o delle associazioni.. allora chi effettuerà il piano delle manutenzioni? Ma soprattutto chi ripagherà questo debito? Vedi sopra…

Il concetto è che i soldi del PNRR (Recovery Plan) non sono DEBITO ITALIANO. I soldi del Recovery plan (più precisamente Piano per la ripresa e la resilienza) sono debito fatto in primo luogo dall’Unione europea e poi ridistribuito agli Stati come appunto Italia.

Sono cambiali alle nostre future generazioni senza che loro abbiano potuto scegliere se accettare o meno. I prestiti sono quindi un DEBITO che le future (e presenti) generazioni avranno nei confronti dell’Unione Europea, mentre le sovvenzioni a fondo perduto saranno ripagate dal bilancio comunitario negli anni a venire.

PRESTITI per circa 123 miliardi su 190 totali per l’Italia (può darsi abbia sbagliato qualche cifra..) che vanno restituiti all’Ue e quindi sono di fatto debito. Ovviamente va detto che non è il solito debito pubblico dell’Italia coi mercati ma "dovrebbe" avere condizioni nettamente più vantaggiose.

L’Italia ripagherà l’UE dal 2028 in poi aumentando le entrate del proprio bilancio (TASSE!?) o riducendo le uscite(TAGLI AI SERVIZI, TAGLI SANITÀ, ESTERNALIZZAZIONE ecc) o emettendo debito proprio (e chi se lo compra?).

Bisogna ricordare che insieme alla Grecia siamo l’unico Paese ad aver chiesto, oltre ai sussidi, tutta la quota disponibile dei prestiti.

Mi piacerebbe capire cosa ha impedito all’Italia, che poteva emettere titoli per circa 600 miliardi, di emetterne altri 40-50 all’anno fino al 2026 per finanziare investimenti decisi in AUTONOMIA e senza controlli della UE al fine di evitare di avere un quadro di “riforme” già deciso, come da dettagliato cronoprogramma dettato dall’Europa. Insomma lacrime e sangue!!

Tra l'altro il comparto SALUTE è quello con gli spiccioli e questo fa capire quanto interesse c'è per il cittadino e per la sua qualità di vita. A maggior ragione dopo 3 anni di emergenza.

Quindi prima di esultare all'arrivo dei fondi PNRR invito a guardare i nostri figli/nipoti negli occhi e chiedersi davvero quale situazione vogliamo lasciar loro per il futuro.

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