Scrive il sindaco Paolo Omoboni: C’è un tema, al pari delle riapertura delle attività economiche che a questo punto diventa non più rinviabile. I comuni stanno continuando a erogare servizi, si fanno carico di rendere concrete le misure del Governo e della Regione (buoni spesa, distribuzione mascherine, bando contributo affitti, per dirne qualcuna), con il personale a scartamento ridotto (visto che i vari Dpcm hanno obbligato i comuni a individuare le attività essenziale e privilegiare ferie e lavoro da casa).
Uno sforzo importante in una situazione delicata (stamani sono dovuti intervenire agenti della Polizia Municipale per calmare una persona esasperata che pretendeva i buoni spesa) dove tutti i dipendenti stanno facendo il massimo per rispondere alle tante necessità.
A fronte di nuovi servizi e nuovi impegni, mancano le entrate. Se non arrivano risorse dal Governo i comuni tra qualche mese rischieranno di non essere più in grado di erogare servizi. Ed è essenziale uno stop alla burocrazia infinita: se vogliamo ripartire occorrono poche e semplici regole trasparenti.
Grazie ai consiglieri comunali del PD e del Gruppo Civico per il sostegno alle richieste dei sindaci italiani verso il Governo.
Qui sotto la nota di Pd e Gruppo Civico:
La situazione creata dal coronavirus, oltre a mettere sotto pressione la salvaguardia della salute di tutti i cittadini e impoverire ogni settore della nostra economia, sta generando gravissimi impatti economici sui bilanci dei Comuni, anche per i maggiori costi che si stanno sostenendo e dovranno essere sostenuti.
Non va dimenticato il fondamentale ruolo dei Comuni nel soddisfare i bisogni delle persone più in difficoltà e nell’erogazione dei servizi indispensabili. Questo ruolo, che viene svolto in ogni momento, è aggravato nelle situazioni di crisi come quella attuale.
Citando l’esempio più noto, tutta l’operazione di diffusione delle mascherine, in particolare per gli over 65, e poi per tutta la popolazione, è stata gestita dai Comuni, con l’utilizzo di tutte le risorse possibili e grazie al fondamentale apporto dei volontari, senza i quali niente sarebbe stato possibile.
Così come di fondamentale importanza è stato l’apporto del Comune per il sostegno all’istruzione, contribuendo all’acquisto e alla consegna dei dispositivi informatici e al servizio di fotocopie per chi ne necessita.
Infine, altro esempio, l’erogazione dei buoni spesa è tutta nelle mani dei Comuni.
Senza dimenticare che anche in questo periodo gli enti comunali devono continuare a svolgere i ruoli e le funzioni che ogni giorno sono tenuti a soddisfare.
L’attuale decreto “Cura Italia” ha fornito alcune risposte alle difficoltà socio-economiche che il nostro Paese sta attraversando, ed ha anche previsto la possibilità per i Comuni di utilizzare gli avanzi di amministrazione.
Ma come rilevato a partire dal Presidente dell’Anci Antonio Decaro questo non è ancora sufficiente. Per questo, allineandoci all’appello sottoscritto da centinaia di sindaci e rivolto al premier Giuseppe Conte, siamo a richiedere che nel decreto di aprile i Comuni vengano considerati meritevoli di maggiori attenzioni economiche e organizzative, inserendoli, per esempio, tra i settori in crisi in conseguenza dell’emergenza, al pari di altri settori economici.
Inoltre:
– Prevedere ingenti risorse da destinare ai Comuni, istituendo un Fondo speciale per i Comuni
– Farsi promotori presso le banche per la sospensione delle rate dei mutui per il 2020
– Consentire ai Comuni di contrarre mutui per attivare e mantenere servizi legati all’emergenza coronavirus, o comunque essenziali ai fini dei servizi garantire alla popolazione e della ripresa delle attività locali, anche attraverso trasferimenti di risorse dallo Stato dietro idonee garanzie
– Conferire ai Sindaci i poteri necessari per operare con la massima celerità e prontezza per velocizzare le opere più importanti e la ripartenza dei cantieri attraverso uno snellimento ed una sburocratizzazione di tutti i procedimenti amministrativi
Convinti che il tutto debba servire a dare immediata risposta alle necessità dei cittadini ed essere in grado, dopo la fase più acuta dell’emergenza, di poter avviare la cosiddetta “fase due” con la massima prontezza, dato che il lavoro da fare per riportare il Paese alla normalità sarà consistente, cogliendo l’occasione, magari, per curare alcuni malfunzionamenti.
Gruppi consiliari PD e Gruppo Civico












