Borgo San Lorenzo

Cordoglio in Mugello per la scomparsa di Firenze Faini

E' stato tra i fondatori di Casa d'Erci. Il ricordo di Aldo Giovannini

Firenze Faini

In queste ore tristi per il susseguirsi e l’ampliamento infettivo di questa pandemia che oltre alla scomparsa di cari amici (vedi per ultima di tempo la cara Maria Zaccherelli Vigiani), che pone tutti in una profonda angoscia, la notizia della scomparsa di Firenze Faini è stata appresa con stupore e dolore, anche se i familiari, i congiunti e gli amici più stretti sapevano che Firenze, colpito da un brutto male stava vivendo momenti di apprensione.

Appena due mesi orsono, una volta dimesso dall’ospedale, dopo aver ringraziato pubblicamente tramite la stampa tutti il personale medico e paramedico dell’ospedale di Borgo per le assidue e costanti cure, era con noi ed altri amici a Casa d’Erci per assistere ad un concerto nel piazzale antistante il Museo della Civiltà Contadina.

Benchè in condizioni di disagio per la malattia non volle mancare in quel luogo dove lo ha visto prim’attore con gli amici di Luco e Grezzano, nel fondare, allestire, organizzare, impreziosire e rendere fruibile ad una vasto pubblico, questa realtà sociale della ormai sepolta civiltà contadina e rurale.

Era davvero un personaggio il caro Firenze; sempre affabile, sempre sorridente, amicone di tutti, profondo cristiano ( e lo diceva con orgoglio), socio e consigliere della “banchina” come chiamavano a Luco la Cassa Rurale e Artigiana del Mugello e di altre entità sociali e culturali. Ma l’anima di Firenze e della sua famiglia (i Faini si perdono in generazioni e generazioni, con il loro secolare mulino), era il suo lavoro prettamente artigianale; il pane, il forno, mestiere e lavoro durissimo e di grande sacrificio, ma che nel corso degli anni ha raggiunto ottimi traguardi e risultati, grazie ad una passione innata nel cuore e nella mente.

Si, Firenze, è stato un personaggio, un pilastro della sua generosa terra, e sapendo che non lo vedremo più a scorrazzare con il suo furgone tutto impolverato di farina, fa tristezza, doppia tristezza, in tempi dove un sorriso e un saluto verso un amico che incontri sono quasi tabù. Ciao Firenze e grazie per tutto quello che hai fatto e ti vogliamo ricordare in due immagini emblematiche, che ti scattammo proprio davanti al banco del “pane”, che è stato il pane quotidiano della tua vita. Un abbraccio a tutti i suoi cari.

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